Sicurezza
Cremazione, tempio da oltre due milioni in project financing
Piace alla giunta la proposta di un’associazione d’imprese, ora servirà un bando europeo per la realizzazione - Le foto
GROSSETO. C'è un progetto, firmato da un'associazione temporanea d'imprese del nord Italia, che è piaciuto all'amministrazione comunale che con una delibera di giunta, approvata la settimana scorsa, ha finalmente dato il via libera alla realizzazione del tempio per la cremazione in città.
Un progetto da due milioni e trecentomila euro, che costituisce la base dalla quale partire per la gara d'appalto che il Comune ha in mente di inserire nel piano triennale delle opere pubbliche. La richiesta fatta ormai anni fa dalla Socrem, ovvero quella di dotare la città di un tempio per le cremazioni, potrebbe quindi essere presto soddisfatta. A presentare il progetto è stata la Altair, associazione temporanea di impresa di Domodossola che ha battuto, almeno sulla carta, quello presentato dalla Ba.Vi. di Grosseto.
Per la realizzazione del tempio il Comune si affiderà allo strumento del project financing: l'opera verrà realizzata dalla società, con finanziamenti quindi privati, che potrà gestirla per trent'anni. Ma servirà un bando di gara europeo per stabilire chi, alla fine, si aggiudicherà l'appalto.
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L'area sulla quale sorgerà il tempio per la cremazione è quella del cimitero di Sterpeto. «In questo modo – dice l'architetto Roberto Aureli, presidente della Socrem – verrà fornito un servizio a tutti gli abitanti della provincia, ma non solo». Un servizio completo, come si legge nel progetto che la società ha presentato al Comune di Grosseto e che comprende, oltre all'impianto vero e proprio, anche una stanza del commiato e un giardino della memoria. «Il progetto che è stato presentato – aggiunge Aureli – è all'avanguardia con tutte le moderne tecnologie. La società prevede la realizzazione di un primo forno, al quale poi, nel corso degli anni, se ne dovrebbe aggiungere un altro. E anche il sistema di cremazione, sviluppato su una piattaforma olandese, sarà a impatto ambientale zero. I fumi non avranno alcun odore e saranno completamente ecologici».
Il crematorio proposto dalla Altair ha una struttura che ricorda quella di un tumulo etrusco e presenta anche varie stanze per il commiato che prenderebbero quindi il posto di quelle all'obitorio dell'ospedale Misericordia. Saranno realizzati anche i colombari per chi volesse, dopo la cremazione, tumulare le ceneri; e un giardino della memoria, sempre al cimitero di Sterpeto, per la dispersione.
«E' un segno di grande civiltà – aggiunge l'assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci – perché nella nostra provincia non c'è un servizio di questo tipo. Siamo costretti a rivolgerci ai crematori di Livorno o Siena e questo è un problema per i familiari di molto defunti». I numeri, per sostenere il costo di un impianto del genere, ci sono già: in dieci anni la percentuale di chi ha scelto di farsi cremare una volta passato a miglior vita è salita dal 4 al 30%. «In più – aggiunge Aureli – l'impianto di Grosseto potrebbe essere utilizzato anche da chi viene da fuori provincia. Penso a chi abita nell'alto Lazio o su tutta la fascia costiera da Grosseto a Livorno».
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