Sicurezza
Blocchi di marmo con dedica per salvare i pesci
Per sistemarli sui fondali servono 1.500 euro ciascuno, l’idea è di associarli al ricordo di chi non c’è più Prende forma il progetto di Paolo Fanciulli contro le stragi della la pesca a strascico
TALAMONE. Blocchi di marmo dedicati alle persone care, a chi c'è ancora e a chi non c'è più. Questa l'ultima affascinante novità di un progetto unico nato dall'idea di Paolo Fanciulli, un pescatore di Talamone che sta portando avanti la sua lotta per cercare di contrastare la pesca a strascico illegale. «L'interesse dei privati per questo progetto – spiega Ippolito Turco, uno dei soci fondatori dell'associazione “Casa dei pesci” – sta crescendo sempre di più e il loro apporto, non solo economico è fondamentale». La Casa dei pesci, sposata dalla Provincia di Grosseto, dai Comuni di Orbetello, Monte Argentario, Magliano in Toscana e Grosseto prevede la posa sui fondali marini di blocchi di marmo che contrasteranno la pesca a strascico illegale formando un vero e proprio museo sottomarino. Blocchi di marmo scolpiti che verranno posizionati in fondo al mare andando a creare uno scenario unico e irripetibile. Sarà forse per il fascino di questa idea che sempre più privati chiedono di avere un posto a loro dedicato nel progetto intitolando il blocco di marmo a chi magari non c'è più, un figlio, un fratello ma anche a chi è ancora in vita e a cui si vuole regalare un pensiero, un qualcosa che resterà per sempre inciso in fondo al mare. E così come si compra una stella dedicandola al proprio amore così in molti stanno dando dei soldi per avere una dedica a una persona cara scomparsa e amata che possa rimanere indelebile per sempre. «Tutta l'attività - precisa Turco – sta procedendo attraverso donazioni dei privati alcuni dei quali hanno trovato suggestiva l'idea della dedica contribuendo così alla messa a mare delle opere marmoree». Un pensiero che al progetto Casa dei pesci è, dunque molto utile dato che i costi da sostenere non sono comunque pochi. E' dunque la società civile che sta aiutando l'associazione nel progetto anche grazie a chi fornisce i blocchi, la Barattini marmi che - dice Ippolito Turco - «ogni qualvolta l'associazione chiede un blocco non si fa problemi nel donarcelo». Gli aiuti e il sostegno vengono poi anche dai trasportatori che chiedono, per il trasporto, un prezzo decisamente più basso rispetto a quello di mercato. 15 i blocchi di marmo che si trovano già provincia di Grosseto (4 sono in provincia di Siena e verranno scolpiti da artisti senesi) dislocati fra Alberese, Collecchio e Talamone. Anche in questo un ruolo importante tornano a svolgerlo i privati che mettono a disposizione degli spazi per che ospitano le future “abitazioni dei pesci” prima della loro messa a dimora. Privati che stanno facendo dunque da mecenati per portare avanti un progetto che sta facendo sempre più adepti. Il progetto di Paolo il pescatore ha poi avuto il sostengo di Greepeace che ha contributo e ha sposato con Paolo e con gli altri pescatori della zona una pesca artigianale e sostenibile. Greenpeace vede con favore l'idea ma è anche convinta che si debba agire con dei controlli dato che non si può riempire i fondali del Mediterraneo con blocchi di marmo. Nel frattempo va avanti anche l'iter burocratico con l'assegnazione definitiva dell'appalto alla Sea Techology di Portici che metterà in mare i massi di marmo per poco meno di 1.500 euro a blocco (35.000 euro circa la spesa totale per il primo lotto).
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