Il dolore
Fabbro muore d’infarto a casa dei suoi clienti
Gian Piero Romagnoli, 77 anni, prende le misure per un lavoro e si accascia Pioniere dell’alluminio, era stato a capo della Polisportiva. I funerali in Duomo
TALAMONE. Si è spento improvvisamente intorno alle 19.30 di venerdì Gian Piero Romagnoli. L’uomo, 77 anni nativo di Arcidosso, noto imprenditore della zona, è stato stroncato da un infarto mentre stava svolgendo il suo lavoro: stava prendendo delle misure a casa di clienti a Talamone. Inutile ogni soccorso.
Gian Piero Romagnoli era il titolare di una nota e storica azienda di infissi a Orbetello Scalo, la Romagnoli Simar infissi. Un pioniere dell’alluminio, un imprenditore lungimirante la cui azienda ha dato e dà lavoro a molti operai ai quali era molto legato. Molti i ragazzi della zona a cui proprio la ditta ha offerto un’opportunità professionale nel corso degli anni e che proprio da Romagnoli hanno imparato un mestiere che ha permesso loro anche di mettersi in proprio.
Una vita dedicata agli infissi ma non solo. All’inizio della sua attività nella sua piccola officina si riparavano anche i mezzi che in quel periodo servivano per la realizzazione dell'Aurelia. Un uomo riservato sempre presente nella sua azienda. Intorno agli anni ’80 aveva anche ricoperto il ruolo di presidente della polisportiva di Orbetello Scalo, unico ruolo al di fuori della sua attività di imprenditore. Quella di Romagnoli è una famiglia di fabbri (anche il fratello Gian Franco, ritratto con lui nella foto in bianco e nero mentre costruiscono la loro casa) nata col ferro battuto ma che ha poi avuto l’intuizione dell’alluminio diventando i precursori nell’utilizzo di questo materiale. Le barre di alluminio anodizzato arrivavano dalla Francia, i Romagnoli le tagliavano. Erano in pochi a credere in quel metallo, Romagnoli uno di questi e la sua intuizione si rivelò fortunata. Il Comune di Orbetello, proprio per le sue qualità di imprenditore e per la sua professionalità, gli conferì il “Cavaliere d'Italia”, premio consegnato ogni anno alle aziende meritevoli e con alta valenza professionale. Un uomo che da semplice artigiano ha saputo diventare imprenditore rischiando anche con scelte coraggiose che però lo hanno premiato. Un’azienda dotata di macchinari all'avanguardia sempre al passo con la tecnologia. Con il fratello, Gian Franco avevano realizzato il monumento a Caravaggio a Porto Ercole. Nonostante l’età non aveva perso l’abitudine al lavoro dedicandogli anche gli ultimi istanti della sua esistenza. Gin Piero Romagnoli era sposato con Giuseppina Valeri, lascia tre figli, Riccardo, Claudia e Valeria e tre nipoti che lo ricordano con tantissimo affetto, Camilla, Jacopo e Lorenzo. Cordoglio per la scomparsa è espresso dall’assessore all’ambiente di Orbetello, Mauro Barbini che ha appreso la notizia con dolore. I funerali sono domattina alle 10 nel Duomo di Orbetello.
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