Sicurezza
«Salviamo l’ufficio postale» Il Comune ricorre al Tar
Dopo Roccastrada, anche Orbetello gioca la carta della giustizia amministrativa L’assessore Martellini e il sindaco Paffetti: «Talamone non può perdere il servizio»
ORBETELLO. «Non ci resta che ricorrere al Tar». Questo quanto annunciato dall’assessore al patrimonio e allo sport del Comune di Orbetello, Walter Martellini che ieri a mattina ha incontrato, a Firenze, il governatore, Enrico Rossi per discutere della decisione di Poste italiane di chiudere molti uffici postali nella provincia di Grosseto.
Dopo Roccastrada, dunque, anche Orbetello pare intenzionato a percorrere la strada del tribunale amministrativo di Firenze per cercare di scongiurare la chiusura dell’ufficio postale di Talamone.
«Il ricorso al Tar - ha spiegato Martellini – è l’unica carta che abbiamo per cercare di ottenere la sospensiva di una decisione che Poste italiane sembra ritenere irrevocabile».
Il ricorso al giudice amministrativo di Firenze sarebbe dunque l’ultima spiaggia per cercare di convincere le Poste a tornare sulle loro decisioni.
«Adesso – ha detto l’assessore - dobbiamo usare tutto il tempo che abbiamo per preparare il ricorso e cercare di impedire la chiusura dell’ufficio di Talamone».
Il Comune di Orbetello dunque, unendosi anche ad altri Comuni scesi sul piede di guerra per combattere i tagli agli storici presìdi postali, tenterà il tutto per tutto per impedire che un servizio importante come quello offerto dalle poste venga meno.
«Giocheremo ogni carta possibile – ha detto il sindaco di Orbetello Monica Paffetti – per evitare questo atto di forza delle Poste». Il primo cittadino è dunque decisa a vendere cara la pelle ed è pronta a lottare fino all’ultimo grado di giudizio, con tutte le armi legali del caso, per cercare di fermare la chiusura di un servizio così essenziale per il piccolo borgo di Talamone.
Che la posta della frazione orbetellana rimanga al suo posto lo hanno chiesto a gran voce anche i talamonesi che pochi giorni fa hanno manifestato davanti al locale ufficio postale.
Persone anziane per cui il servizio erogato dalle poste è di fondamentale importanza perché permette loro di pagare bollette, riscuotere la pensione o fare altro senza doversi spostare.
La chiusura del piccolo ufficio già attualmente a mezzo servizio dato che sta aperto solo tre giorni a settimana porterebbe un disagio non indifferente in un paese in cui l’ottanta per cento della popolazione è costituita da anziani che dovrebbero spostarsi con i mezzi pubblici, scarsi o con le auto per andare nell’ufficio postale di Fonteblanda.
«Le poste – facevano presente i manifestanti il giorno della protesta – non licenzieranno i dipendenti che dovranno ricollocare altrove, tanto vale li lascino qui».
I talamonesi aveva poi anche suggerito, se il problema erano i costi di gestione dell’ufficio di trovare un locale del Comune da poter essere dato alle poste.
Insomma, tutto pur di non far chiudere un ufficio giudicato fondamentale dagli abitanti di Talamone ma anche dalle migliaia di turisti che in estate affollano il paese. Oltre il ricorso al Tar a cui il Comune si metterà subito a lavorare per mantenere nel proprio territorio un servizio pubblico potrebbe essere prevista una spedizione dei sindaci coinvolti direttamente a Roma.
«Faremo tutto quello che andrà fatto – hanno detto Paffetti e Martellini – per non arrenderci». La lotta è appena cominciata.
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