Italia
Riforma, sindaci ancora all’attacco
Nel confronto con Marroni si ridiscutono le conseguenze del piano regionale
GROSSETO. L’appuntamento con l’assessore regionale al diritto alla salute Luigi Marroni è per lunedì 2 marzo alle 13 nella sala del consiglio comunale di Grosseto. Sul tavolo convocato dal sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi (e presidente della conferenza dei sindaci) entrano per la seconda volta a distanza di un mese i tanti nodi irrisolti della riforma sanitaria e le nomine del direttore generale dell’Asl 9 e del direttore sanitario.
Emilio Bonifazi: «Ho convocato un altro incontro perché ritengo necessario un approfondimento ulteriore rispetto a una questione la cui complessità è piuttosto evidente. L’assessore regionale ha illustrato la legge nell’ultima occasione ma adesso dobbiamo continuare e fare chiarezza con i rappresentanti dei territori: argomenti di questa importanza non si risolvono con un solo appuntamento».
Monica Paffetti: «A Marroni chiediamo che siano confermati i patti territoriali e il numero dei posti letto che non devono essere diminuiti. Come medicina e chirurgia siamo al top: le cifre dei ricoveri ci danno ragione e dimostrano come i servizi funzionino in maniera eccellente e siano gestiti con appropriatezza assoluta. Non ci sono posti letto vuoti, e ogni taglio sarebbe ingiustificabile. Orbetello può permettersi di crescere».
Pier Luigi Camilli (sindaco di Pitigliano). «Vogliamo capire con l’assessore Marroni a che punto sta la riforma sanitaria. Ci dicono che la vogliono fare entro marzo ma noi ribadiamo le nostre richieste. Grosseto non deve diventare la provincia della provincia, ha bisogno di capire quale ruolo e garanzie abbia perché rischia di diventare marginale in tutto. Vogliamo capire quale sarà la governance, se ci sarà un commissariamento e quale sorte avrà l’ospedale di Pitigliano: era stato presentato dalla Regione come progetto all’avanguardia e sperimentale, ora però c’è bisogno di programmazione e di una strutturazione vera. Sui finanziamenti non abbiamo più certezze sul futuro».
Pierandrea Vanni (vicesindaco di Sorano): «La prima conferenza dei sindaci con l’assessore Marroni ha confermato, anche per la mancanza di chiarimenti e risposte da parte sua, le preoccupazioni di molti amministratori. Abbiamo capito che la robotica, in quanto punto di eccellenza, sarà tutelata, ma il resto? Un dipartimento di area vasta di medicina organizzato in modo “orizzontale” come comprenderà le unità operative di medicina presenti nell’Asl 9? È troppo presto per avere risposte? Non è troppo presto per chiederle. La riforma è operazione complessa e da far tremare i polsi, ma si ha la sensazione che la Regione sia partita dal tetto prima che dalle fondamenta. A me e non solo a me interessa capire come cambierà l’organizzazione e la presenza dei servizi ospedalieri e sul territorio: ciò è ben più importante della sede geografica della direzione di area vasta. Altro elemento di grossa preoccupazione è che la riforma regionale darà i suoi effetti in termini di risparmi economici concreti a partire almeno dal 2016, ma i tagli al fondo sanitario nazionale sono già previsti dal 2015. E allora? Capisco che il governo Renzi spieghi e difenda i motivi dei tagli, ma tutti gli altri tagli compiuti in passato da altri governi non contano? La Maremma ha pagato in termini pesanti e oggi è in difficoltà in termini di personale, servizi e rete territoriale non ospedaliera». Ultimo punto i piccoli ospedali. «L’assessore Marroni ha sempre sostenuto che i piccoli ospedali debbono avere ognuno una propria mission: quale mission ha Pitigliano? L’ospedale di comunità? O la medicina integrata rimasta solo a livello di ambulatori, e per la quale ogni anno bisogna sollecitare i finanziamenti necessari?»
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