Il dolore
Occhi elettronici per sorvegliare le isole
Il Parco nazionale dell'Arcipelago avvia la dismissione del radar di Pianosa: in arrivo telecamere contro bracconaggio e reati ambientali dall’Elba fino a Giannutri e al Giglio
PORTOFERRAIO. Non sarà più il radar a controllare gli accessi non autorizzati nello specchio acqueo della riserva di Pianosa. Il Parco nazionale dell'Arcipelago, infatti, ha accelerato i tempi per installare su tutte le isole dell’Arcipelago, da Pianosa a Montecristo, fino al Giglio e Giannutri, un rete capillare di telecamere di ultima generazione. L’obiettivo? Tutelare il patrimonio naturalistico delle isole, contrastare vandalismi e pesca di frodo, ma anche monitorare dal punto di vista ambientale il mare dell’Arcipelago, nel caso - ad esempio - di sversamenti di idrocarburi.
Nel corso del consiglio direttivo del Parco, i consiglieri hanno dato l’ok alla delibera con la quale, di fatto, viene disposta la dismissione del sistema radar che, negli ultimi anni, ha vigilato sulle acque protette. La strumentazione sarà in larga parte recuperata e riutilizzata per altri scopi.
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L’ente, con una determina firmata dal direttore Franca Zanichelli, ha autorizzato il gruppo Sim Tel, incaricato della realizzazione del sistema di video sorveglianza, a subappaltare per 95.000 euro parte dei lavori di realizzazione, il cui costo complessivo si attesta su 895.000 euro. «Dal prossimo mese – fa sapere il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, Giampiero Sammuri – avranno inizio i primi lavori. Sarà allestita una sala di controllo collegata con la Capitaneria di porto e con la Forestale, che utilizzeranno il nuovo sistema per controllare ogni angolo dell’arcipelago toscano».
Il Parco ritiene che il sistema costituito da una rete capillare di telecamere sia più efficace rispetto al controllo esercitato dal radar. Nel caso di un accesso non autorizzato di un’imbarcazione, per fare un esempio concreto, il radar poteva segnalarne solo la presenza. Con le telecamere l’ospite non gradito, oltre ad essere segnalato, sarà immortalato dalle videocamere. Una prova di reato immediata, dunque, che potrà essere raccolta dalla Forestale e dalla Capitaneria, a cui spetta il compito di vigilare sulle isole dell’Arcipelago. «Le telecamere che saranno installate – fa sapere il presidente del Parco nazionale, Sammuri – sono di ultima generazione. Sono dotate di infrarossi, che permettono la visione notturna».
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Sono soprattutto le attività di bracconaggio e di pesca di frodo a rendere indispensabile l’allestimento di un sistema efficace di video sorveglianza nei punti più delicati del Parco. Negli ultimi anni è stata soprattutto l’isola di Pianosa ad essere presa di mira da alcune imbarcazioni indesiderate. In più di un’occasione gli uomini della Capitaneria hanno recuperato reti da pesca abusive, sistemate nel mare protetto dell’isola piatta. Ma il caso più clamoroso è stato il furto subacqueo dell’ancora del XIX secolo, alta sei metri e di oltre seicento chilogrammi di peso, trafugata nel novembre 2013. E ritrovata, dopo mesi di indagini della Capitaneria, in bella mostra nel giardino di casa di un sub di Marina di Campo, denunciato per impossessamento illecito di beni culturali dello Stato.
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