Il dolore
Chiku al Crasm, la sua nuova casa
Il gattopardo ha viaggiato oltre nove ore dall’Alto Adige a Semproniano. Prima cena: quaglie
SEMPRONIANO. Arrivo blindatissimo al Crasm di Semproniano, ieri verso le 17,30, per Chiku, il bellissimo gattopardo sequestrato i primi di febbraio a una famiglia di Merano dalla Guardia forestale, dopo che era fuggito dalla casa dei proprietari.
«Chiku è in ottima forma» dice, dopo averlo visto e sistemato nella gabbia, Marco Aloisi il direttore del Crasm. Per non turbarlo, il pm ha vietato di fotografarlo.
Ad attenderlo, una spaziosa gabbia accanto a quella delle scimmie, dei leoni e delle tigri, poco sotto al recinto dove pascolano cammelli e dromedari che si trovano nel centro di Semproniano, struttura specializzata e autorizzata dal ministero dell’Ambiente alla detenzione di animali esotici.
La carovana che ha portato Chiku dall’Alto Adige ai piedi dell’Amiata era partita intorno alle 8 di mattina, scortata dalla scortato dalla guardia forestale Andrea Ragazzoni. Durante il suo faticoso spostamento, Chiku è stato accudito da un esponente della Lav, la stessa associazione che ha avanzato al pm Igor Secco di Bolzano, la richiesta di trasferire la custodia giudiziaria al centro specializzato di Semproniano.
Chiku, un esemplare di “gatto delle selve”, ha viaggiato in un’apposita gabbia ricoperta da una stoffa per evitargli repentini cambiamenti di umore e farlo stare, quanto possibile, tranquillo. Tutti gli accorgimenti, insomma, sono stati messi in atto, per rendere questo cambio di dimora il più dolce possibile a questo serval, un grande felino che contrariamente alla legislazione vigente, viveva presso un privato come un animale domestico.
Ma Chiku un animale domestico non lo è. È un leptairulus serval, un gattopardo, una specie selvatica, esotica e pericolosa. Taglia media, come quella di un cane, agile e dal pelo maculato, di circa 15 chilogrammi. Il serval è un animale che vive nelle savane umide, soprattutto nelle savane boschive e nelle foreste-gallerie che costeggiano i corsi d'acqua, dove si procura, per alimentarsi, rane e piccoli roditori. Ma non disdegna nemmeno uccelli terrestri come quaglie, pernici e francolini.
«E stasera – spiega il direttore del Crasm Marco Aloisi – mangerà proprio delle quaglie, poi gli forniremo uccelli e roditori, così come è abituato a fare. A prima vista sembrerebbe un serval puro, ma solo l’esame genetico potrebbe dare la certezza che non è un savannah, un incrocio con un gatto. Comunque ha tutte le caratteristiche del felino africano, il serval».
Ma che sia un serval o un savannah poco è importato al tribunale del riesame di Bolzano che ha detto no alla richiesta di dissequestro del gattopardo avanzata dai proprietari che volevano, per lui, l’esame del dna per appurarne la razza esatta.
Chiku adesso si trova in gabbia ma non vi resterà a lungo. «Si troverà benissimo in Maremma – prosegue Aloisi – che ha un clima simile a quello della savana. Dopo la necessaria ambientazione, sarà liberato nell’area che era stata approntata per le linci. Sarà praticamente libero in una zona vasta ma controllata».
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