Il Tirreno

Grosseto

Presto esumate le salme dei due pazienti

di Francesca Gori

Va avanti l’inchiesta dei carabinieri per omicidio volontario a carico di due medici dell’ospedale di Orbetello

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Le salme dei due anziani morti nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Giovanni di Dio saranno esumate. Lo ha deciso la Procura di Grosseto, nell’ambito dell’inchiesta partita dopo la segnalazione di un medico dello stesso reparto nei confronti dei due colleghi i cui nomi sono stati scritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario. Un accertamento necessario, quello disposto dal pm Maria Navarro, per chiarire le cause della morte dei due anziani, un uomo di 85 anni e una donna di 90 anni, che erano ricoverati nel reparto di Rianimazione dove lavorano i due dottori. Ma, almeno nel caso dell’uomo, questo accertamento servirà a poco: i parenti infatti, dopo il funerale, hanno scelto la cremazione. Resta comunque la salma della donna che potrebbe dare, grazie all’accertamento medico legale, qualche risposta ai quesiti che la Procura si è sentita rivolgere dal medico che ha segnalato il caso ai carabinieri. Ovvero, se quelle morti non siano avvenute a causa di un sovradosaggio di alcuni farmaci, deciso direttamente dal medico.

Ieri nessuno ha voluto parlare di questa delicata inchiesta che vede coinvolti i due medici dell’ospedale di Orbetello. L’Asl non ha aperto un’indagine interna e il direttore generale ha preferito non commentare quanto anticipato ieri dal Tirreno. Stessa linea scelta anche dall’avvocato Carlo Valle, che insieme a un collega del foro di Roma, assiste entrambi i medici.

Sono tanti i punti che devono ancora essere chiariti. Alcune settimane fa infatti è arrivata una segnalazione ai carabinieri e i carabinieri _ su ordine della Procura _ hanno sequestrato in ospedale cartelle cliniche e campioni di materiale biologico. Sulla morte di due anziani si appuntano i sospetti di un medico di quello stesso reparto: un collega _ dice il medico nel suo esposto – avrebbe praticato un’iniezione, senza attenersi alle procedure regolamentari, direttamente nel deflussore della flebo di una paziente e la paziente dopo pochi minuti sarebbe morta.

La segnalazione ai carabinieri sarebbe il frutto di un clima pesante che si respira nel reparto. Tant’è che proprio a partire da questo episodio i riflettori si sono accesi anche su un secondo caso simile.

Per ora è certo che i militari del nucleo investigativo di Grosseto hanno avviato le indagini e che due medici del reparto, quello che avrebbe fatto l'iniezione e un suo collaboratore, sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio volontario. Ed è altrettanto certo che la Procura si sta muovendo con grande cautela, vista la delicatezza della vicenda e i suoi contorni tutt’altro che precisi. Da una parte, infatti, si scava nei rapporti tra medici e infermieri che lavorano nel reparto; dall’altra si verifica se i farmaci somministrati fossero conformi per dose e tipologia ai rigidissimi protocolli di quel reparto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa