La protesta
Nel villaggio fantasma dei rifiuti abbandonati
Montagne di sporcizia tra gli alloggi del “Kennedy”, di proprietà comunale Discariche, case sventrate e saccheggiate: settanta famiglie protestano
GROSSETO. Case comunali sventrate, saccheggiate, depredate e sommerse di rifiuti. Passeggiare tra gli alloggi popolari del Villaggio Kennedy, proprietà del Comune di Grosseto e gestiti dall’Epg, è come scoprire un sobborgo da terzo mondo, spaventoso, che sorge a due passi dalla nuova lottizzazione Pizzetti popolata di tranquille e gradevoli villette a schiera.
È l’abbandono che si spalanca a due passi dalla civiltà e dal benessere: un degrado cresciuto col tempo, fino a toccare il suo massimo storico, con picchi inimmaginabili a chi non li osserva di persona. Da vicino.
Via Marsiliana, via Sforzesca: le due vie che si aprono nel cuore del villaggio Kennedy sono diventate una discarica a cielo aperto, altissima nella piazzetta principale di via Sforzesca. Qui davanti c’è di tutto e si respira di tutto: lavatrici, lavastoviglie, resti di tavoli e materassi inservibili, carcasse di auto e biciclette accumulate di giorno in giorno, sempre di più, tra odori nauseabondi di plastica, topi e animali bruciati. Da una capanna abusiva escono fumi.
Qualcuno continua ad accumulare sporcizia pescandola nei vari cassonetti in città e scaricandola qui dove cresce con somma disperazione degli abitanti, che proprio di fronte hanno l’affaccio dei garage e di un condominio popolato da una settantina di famiglie infuriate.
«Le case sono del Comune che sa tutto e non fa niente», dicono gli abitanti che raccontano di aver segnalato il degrado da anni - anche nell’ultimo mese - sia ai vari uffici che al comando della Municipale, con risultati nulli salvo «qualche sopralluogo privo di efficacia perché la sporcizia non è mai stata tolta». Camion, auto, carcasse, roulotte sono ancora lì. «Noi viviamo nel caos più totale. Chiunque venga qui e lo veda - dicono - può capire da solo da quanto tempo duri e che non è nato da poco tempo, ma invece ha continuato ad accumularsi da molto», insistono loro. La prima segnalazione, la prima richiesta d’aiuto risale al 2011, «inutile come tante altre».
Via Sforzesca è la strada principale che si allunga e si dirama a fianco delle case. Casette basse, già popolate dagli assegnatari in base al reddito e ora vuote. Murate. Anche qui davanti (non solo nella piazzetta poco distante) c’è sporcizia alta. Gli ingressi di tutte le casette sono soffocati di stracci, carrozzine, pneumatici e calcinacci. C’è di tutto. Colline di rifiuti sono sparpagliati per tutto l’abitato: è una lottizzazione fantasma dove le decine di case sono disabitate e, col tempo, sono state saccheggiate dai vandali. Tutte di proprietà comunale, tutte sventrate. Il rame portato via, le grondaie sparite. Gli ingressi erano stati murati dopo che gli alloggi erano stati svuotati, ma qualcuno li ha riaperti: è entrato e ha rubato quello che c’era, ha seminato il disastro, accumulato sporcizia, sfondato i muri. E provato ad occupare abusivamente anche alloggi del condominio da dove è stato cacciato dagli inquilini. Per assurdo «nelle casette disabitate e distrutte - dice la gente - i contatori sono ancora accesi».
Anche queste case sono di proprietà del Comune di Grosseto e gestite dall’Epg. Lo stesso Comune contro il quale si appunta la protesta di chi abita qui ed è stanco di una convivenza così lunga e forzata con un degrado da terzo mondo. «Da anni diciamo basta ma nessuno fa niente: le condizioni igieniche sono al limite. Siamo andati a protestare ma ci rispondono “non sappiamo nulla, dovete compilare dei fogli...”. Sappiamo che c’è in ballo un grosso progetto del Comune, ma perché intanto nessuno ha mai pulito? Perché siamo arrivati a questo? Tutto è rubato, tutto deturpato».
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