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ORBETELLO

Medici indagati, No comment e indagini serrate

Medici indagati, No comment e indagini serrate

L’inchiesta per omicidio volontario vede il massimo riserbo degli inquirenti, silenzio anche dall’Asl
La prossima settimana l’esumazione della salma di una delle morte, l’altra è stata cremata

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ORBETELLO. Le indagini procedono serrate e in un clima di massimo riserbo. Tutto tace nel più totale no comment degli inquirenti e della direzione sanitaria dell’Asl 9 sull’inchiesta che vede due medici indagati a Orbetello per l’omicidio volontario di due pazienti anziane; indagine partita a seguito dell’esposto di un altro medico.

I carabinieri del Nucleo investigativo portano avanti gli accertamenti ma nessuno parla, in ambiente lagunare né grossetano. Nessuno in ospedale, nessuno alla direzione sanitaria di Villa Pizzetti. Massimo riserbo da parte degli organi investigativi trattandosi di «vicenda delicata» su cui sarà fatta la massima chiarezza per appurare le circostanze e la veridicità o meno delle accuse contenute nell’esposto contro i due medici.

La Procura ha intanto fissato per la settimana prossima l’esumazione di una delle due salme. Delle anziane signore morte e al centro dell’inchiesta, una è stata sepolta e l’altra cremata.

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Daniele Testi, direttore facente funzioni dell’Asl 9, conferma la su linea: non parlare. L’azienda sanitaria, dunque, ufficialmente non esprime posizioni e commenti d’alcun tipo. Una posizione di massima cautela in attesa dei riscontri delle indagini. Nessuna indagine interna è stata attivata nei confronti dei due medici coinvolti nell’inchiesta. E no comment è da parte del sindaco di Orbetello Monica Paffetti, che è pure medico dell’ospedale San Giovanni di Dio. «L’indagine è in corso, non posso dire niente: massimo riserbo su tutto», tronca subito.

All’ospedale San Giovanni di Dio, intanto, si respira un clima apparentemente tranquillo e il lavoro - stando a qualche operatore sanitario che preferisce restare anonimo - non pare aver subìto scombussolamenti. «Uffici e reparti lavorano a regime - dice un dipendente - anche perché la Rianimazione ha sempre funzionato come un mondo a parte, staccato dal resto come un’enclave nel quale anche i familiari non possono entrare. Nessun problema all’apparenza se non commenti volanti leggendo le notizie sui giornali, nel timore il caso possa danneggiare il buon nome dell’ospedale».

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