La manifestazione
Ragazzina violentata, video choc nel pc
Imprenditore di 54 anni denunciato dalla Postale. Il filmato, condiviso con altri utenti, ritrae abusi su un’adolescente
GROSSETO. Sul computer aveva un filmato, scaricato e condiviso in rete, che mostrava una ragazzina, che poteva avere tra i 14 e i 16 anni, mentre veniva violentata da un adulto: per questo motivo la polizia postale ha denunciato un imprenditore di 54 anni, della zona sud della provincia di Grosseto.
Nel suo portatile e nei suoi hard disk, oltre al video in questione, gli agenti della polizia postale hanno trovato un centinaio di file, tra fotografie e filmati, a contenuto pedopornografico.
L’accusa, per l’uomo, titolare di una ditta individuale, non sposato e senza precedenti penali, è di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico e rischia fino a 3 anni per il possesso di quel materiale e fino a 5 anni per averlo condiviso. Il video che gli è stato trovato sul computer è stato realizzato, probabilmente, in un paese dell’Est europeo.
«Forse in Russia – ipotizza il dirigente della polizia postale di Grosseto, Stefano Niccoli – perché si intravedono anche dei caratteri in cirillico», ma l’uomo lo avrebbe scaricato e messo a disposizione di altri utenti attraverso la piattaforma Emule.
La segnalazione, alla polizia postale di Grosseto, è arrivata dal compartimento della polizia postale di Catania, città dove da anni, proprio sul fronte del contrasto alla pedofilia, opera l’associazione Meter, fondata e gestita da un sacerdote, don Fortunato di Noto.
«Non sappiamo – spiega il capo della Postale Niccoli – se il tutto sia partito proprio dall’attività di monitoraggio che svolge quell’associazione», ma sta di fatto che la polizia postale catanese ha recapitato ai colleghi grossetani il link di quel video.
Seguendo quella traccia elettronica gli inquirenti sono arrivati all’imprenditore maremmano che aveva scaricato e condiviso il filmato.
All’uomo sono stati sequestrati il computer portatile, quattro hard disk e una cinquantina di altri supporti informatici.
Tra il materiale pedopornografico che gli agenti hanno sequestrato al 54enne, erano presenti anche alcuni video realizzati con la webcam dagli stessi giovanissimi protagonisti che si mostravano nudi, o in atteggiamenti di autoerotismo.
Proprio in ordine a questo genere di filmati la polizia postale sta ancora indagando e portando avanti accertamenti serrati per appurare se l’uomo abbia scaricato quei video da qualche piattaforma o comunità di pedofili o li abbia ottenuti contattando direttamente i minori coinvolti.
Niccoli sottolinea che ad alimentare certi circuiti contribuisce anche il diffondersi della moda del “sexting”, lo scambio, via cellulare, di messaggi sessualmente espliciti, spesso contenenti foto e video a sfondo sessuale, una moda che sta prendendo piede anche tra i minori (letteralmente si tratta della crasi tra sex, sesso, e texting, inviare sms: insomma messaggini hot scambiati con smartphone e tablet; un modo per mantenere alta l’attrazione sessuale anche “a distanza”).
Se anche lo scambio avviene tra coetanei, però, quelle foto e quei video viaggiano nella rete e, oltre al fatto che è praticamente impossibile cancellarli, finiscono facilmente negli archivi on line di comunità di pedofili.
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