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Raccolte mille firme per salvare Pereta «Difficile ignorarle»

MAGLIANO. Mille firme contro la chiusura dell’ufficio postale di Pereta nel comune di Magliano. A dare le cifre della petizione avviata nella piccola frazione maglianese è l’avvocato peretano Gianna...

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MAGLIANO. Mille firme contro la chiusura dell’ufficio postale di Pereta nel comune di Magliano. A dare le cifre della petizione avviata nella piccola frazione maglianese è l’avvocato peretano Gianna Pacini che segue la questione della chiusura dell’ufficio postale del paese voluta dalle Poste. «Adesso – dice l’avvocato – sarà difficile far finta di niente».

La decisione di chiudere l’ufficio postale del piccolo borgo di Pereta ha scatenato un vero putiferio e, come scrive la Pacini, ha suscitato un vero terremoto capace di motivare la reazione anche delle persone più moderate».

Le mille firme raccolte sono state spedite, nei giorni scorsi, a Poste italiane, all’Autorità antitrust e all’Agcom. «Non si può – prosegue l’avvocato – non reagire a decisioni prese dall’alto da soggetti che si comportano  come privati, quando c’è da realizzare profitti ma continuano ad essere considerati pubblici quando c’è da godere di tutele particolari dello Stato, tra le quali la garanzia di agire in un mercato di monopolio. Diversamente da quanto succede nel resto d’Europa, in Italia i servizi economici quali poste, erogazione energia elettrica e altro, sono ora gestiti da soggetti giuridicamente privati in mercati di monopolio: praticamente da un monopolio pubblico siamo passati a un monopolio privato. E tutto ciò contro l’interesse degli utenti che si trovano a usufruire di servizi in mercati privi di vera concorrenza, l’unica che può garantire pluralità, adeguatezza e accessibilità dei servizi medesimi».

Una logica «spietata», la definisce l’avvocato, che risponde «alle esigenze del profitto e non ai bisogni degli utenti. Non è questo, però ciò che prevede la normativa che ha istituito le Autority proprio al fine di evitare ciò che sta succedendo: posizioni dominanti sul mercato».

L'avvocato, supportato dall’assessore comunale alle politiche sociali, Mirella Pastorelli, invita le Poste a meditare sul proprio operato «perché – dice – l’ economia, oltre che la morale, insegnano che le decisioni che sembrano più proficue nel breve termine non sono sempre le migliori nel lungo periodo».

Ivana Agostini

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