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Punta Ala si mobilita «Chiudere d’inverno affossa l’economia»
Il comitato della frazione castiglionese scende in campo «Gli operatori attivi tutto l’anno hanno bisogno dei servizi»
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. L’annuncio da parte di Poste italiane della chiusura a tempo dell’ufficio di Punta Ala, e in modo definitivo di quello di Buriano, ha fatto insorgere come era prevedibile, oltre al sindaco di Castiglione della Pescaia, Giancarlo Farnetani, anche i cittadini delle frazioni.
A Punta Ala addirittura il comitato Vivere Punta Ala lo ha messo per iscritto con un comunicato stampa, schierandosi apertamente al fianco del primo cittadino e dichiarandosi pronto alla “battaglia” per una mobilitazione generale di protesta.
Scrive Vivere Punta Ala: «La minaccia temuta da tempo, di chiudere gli uffici postali delle frazioni più piccole, sta diventando una realtà sempre più inquietante. La società civile ha faticato molto per conquistarsi quei servizi che elevassero la qualità della vita dei cittadini, e la chiusura delle “Poste” rappresenta, per le piccole comunità, un’altra, l’ennesima picconata alla vivibilità dei suoi abitanti, specie le categorie più fragili».
Il comitato di una delle perle del Tirreno insite molto sul fatto che in questo modo si mette in crisi un’intera filiera di imprenditori che lavorano tutto l’anno, oltre ai disagi per i cittadini più deboli.
«La comunità di Punta Ala e quella di Pian d’Alma – dice il comitato – hanno faticato e stanno faticando molto per costruire una loro identità, formata da un nucleo di famiglie, aggregate intorno alle loro imprese, al loro lavoro, costruito, passo dopo passo, con sacrifici, a fianco di importanti investitori, per dar vita a quella che oggi è una tra le più belle e importanti “aziende” turistiche non solo della Maremma ma di tutta la costa tirrenica. Sì, parliamo di azienda, perché Punta Ala-Pian d’Alma è un meccanismo imprenditoriale che vive alacremente anche d’inverno per prepararsi alla stagione estiva. Esiste tutta una rete di operatori, piccoli e grandi, che lavorano tutto l’anno, fianco a fianco e che hanno bisogno dei servizi offerti da un ufficio postale».
Per questo dunque, Vivere Punta Ala non farà mancare il suo sostegno al sindaco Farnetani: «Chiudere nel lungo periodo invernale l’ufficio postale (da novembre ad aprile compreso) punto di riferimento della nostra comunità, significa avere una forte miopia e affossare la sua economia, oltre a penalizzare come detto le categorie più deboli, anziani, pensionati, disabili, che si troverebbero isolati e in serie difficoltà, senza la possibilità di ricorrere ai mezzi pubblici, per arrivare agli uffici postali più vicini di Castiglione della Pescaia o Follonica, mezzi che sono carenti per ovvie ragioni. In questo forte, compatto appello, la comunità di Punta Ala si stringe intorno al suo sindaco e alla campagna di opposizione che sta conducendo contro i tagli che Poste italiane intende realizzare a discapito di quelle piccole comunità che vedrebbero ancor più accentuata la loro marginalità rispetto al capoluogo, con tutti i disagi che ne conseguono».
Enrico Giovannelli
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