Sicurezza
Morti sospette in ospedale Due medici indagati
L’ipotesi è di omicidio volontario provocato dalla somministrazione di farmaci Indagine cominciata dopo la segnalazione di un collega, i dubbi della Procura
ORBETELLO. Ci sono due persone morte, al centro di questa storia. Due persone che erano state ricoverate nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Orbetello. Persone anziane, malate, trattate solo con cure palliative utili ad accompagnarle il più serenamente possibile alla morte. Storie così, in qualsiasi reparto di Rianimazione di qualsiasi ospedale del mondo, sono il doloroso pane quotidiano. Stavolta però, a Orbetello, il silenzio della morte e della sofferenza viene rotto dal clamore di un’inchiesta giudiziaria.
Alcune settimane fa, infatti, arriva una segnalazione ai carabinieri e i carabinieri _ su ordine della Procura _ sequestrano in ospedale cartelle cliniche e campioni di materiale biologico. Perché sulla morte di due anziani si appuntano i sospetti di un medico di quello stesso reparto: un collega _ dice il medico nel suo esposto – avrebbe praticato un’iniezione, senza attenersi alle procedure regolamentari, direttamente nel deflussore della flebo di una paziente e la paziente dopo pochi minuti sarebbe morta.
La segnalazione ai carabinieri sarebbe il frutto di un clima pesante che si respira nel reparto. Tant’è che proprio a partire da questo episodio i riflettori si sono accesi anche su un secondo caso simile.
Per ora è certo che i militari del nucleo investigativo di Grosseto hanno avviato le indagini e che due medici del reparto, quello che avrebbe fatto l'iniezione e un suo collaboratore, sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio volontario. Ed è altrettanto certo che la Procura si sta muovendo con grande cautela, vista la delicatezza della vicenda e i suoi contorni tutt’altro che precisi. Da una parte, infatti, si scava nei rapporti tra medici e infermieri che lavorano nel reparto; dall’altra si verifica se i farmaci somministrati fossero conformi per dose e tipologia ai rigidissimi protocolli di quel reparto.
I militari del nucleo investigativo, che conducono l’indagine insieme ai colleghi del nucleo antisofisticazione di Livorno, hanno ascoltato chi lavora in Rianimazione. L’episodio sul quale ci si concentra in particolare riguarda appunto la morte di un’anziana alla quale il medico avrebbe somministrato un farmaco senza chiedere che a farlo fosse l’infermiere, come previsto dal protocollo.
Il medico si sarebbe avvicinato al letto della donna e avrebbe fatto quell’iniezione, senza dire nulla a nessuno e chiedendo alla figlia della paziente di uscire dalla camera. L’anziana, che era in fin di vita, sarebbe morta dopo pochi minuti.
Insomma, qualcuno teme che ci si possa trovare di fronte a un altro “Dottor Morte”. Ma i rapporti tesi all’interno del reparto inducono alla massima prudenza, perché nulla può escludere che un sospetto così tremendo possa essere indotto dai modi bruschi attribuiti in particolare a uno dei due indagati.
Di fatto due medici della Rianimazione avrebbero chiesto il trasferimento dopo aver lavorato qualche mese con il loro collega e un altro starebbe per lasciare il posto, sempre per lo stesso motivo. Quello che la Procura dovrà quindi chiarire è se i sospetti del personale del reparto siano nati proprio a causa di qualche battuta, magari sopra le righe, fatta dal medico. O se invece ci sia stato davvero un uso spregiudicato dei farmaci utilizzati nel reparto, soprattutto con pazienti ormai a fine vita. Un nodo che difficilmente potrà essere sciolto senza indagini approfondite ed esami particolarmente accurati.
@francegori
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