Il Tirreno

Grosseto

Nozze gay, il tribunale di Grosseto ordina di nuovo la trascrizione

Francesca Gori
Un'immagine del matrimonio a New York tra Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci
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Un'immagine del matrimonio a New York tra Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci

Per i giudici il matrimonio celebrato in Usa tra Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci è valido. "Siamo contenti. Purtroppo l'unica strada che possiamo percorrere è quella dei tribunali"
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GROSSETO. Il matrimonio celebrato a New York tra l'architetto Giuseppe Chigiotti e il caporedattore della cultura del Corriere della Sera Stefano Bucci deve essere trascritto. Così ha stabilito il tribunale di Grosseto a tre settimane dall'udienza che ha visto in aula anche i due sposi. Vincenzo Pedone (presidente), Anna Multari e Giuliana Fioravanti hanno quindi confermato quello che era già stato stabilito dal precedente collegio giudicante che aveva ordinato allo Stato civile la trascrizione del matrimonio.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10926808:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/02/24/news/sulle-nozze-gay-sfida-ai-prefetti-dalla-toscana-1.10926808]]Assistiti dagli avvocati Claudio Boccini e Fabiana Di Vincenzo, la coppia ha vinto quindi un'altra battaglia. "Il tribunale di Grosseto - dice Giuseppe Chigiotti - ha dimostrato grande coerenza e professionalità. Siamo davvero contenti, perché al di là della nostra vicenda personale, i giudici hanno dimostrato che in Italia esiste ancora un'idea di giustizia che dà speranza a questo paese". È emozionato, l'architetto grossetano. "È quasi scontato che l'avvocatura dello Stato impugnerà questo decreto - aggiunge - ma è anche vero che il ministro Angelino Alfano, che ha basato il ricorso sulla contrarietà all'ordine pubblico, farebbe bene a pensare a quello che è successo a Roma con i tifosi olandesi".

La lotta per i diritti portata avanti dalla coppia Chigiotti e Bucci servirà da esempio per milioni di altre coppie gay italiane. "Purtroppo l'unica strada che possiamo percorrere finché non cambia la legge è quella dei tribunali - aggiunge - ma l'importante è che i diritti che ci sono stati riconosciuti in un paese civile come gli Stati Uniti valgano anche in Italia".  

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.10940413:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/nozze-gay-il-paese-faccia-un-passo-avanti-dentro-alla-civilta/44049/45137]]

LA VICENDA. Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci si sono sposati nel dicembre del 2012 a New York grazie all’italoamericano Andrew M. Cuomo, governatore dello stato di New York in Broome Street, nel cuore di Soho, uno dei quartieri più trendy della Grande Mela.

Dopo il matrimonio a New York, i due sposi chiesero la trascrizione dell’atto di matrimonio al Comune di Grosseto. L’ufficiale di stato civile si rifiutò e, assistiti dall'avvocato Claudio Boccini, i due hanno fatto ricorso. Nonostante anche il pm fosse contrario all'accoglimento, il giudice di Grosseto Paolo Cesare Ottati ha dato il via libera. Era aprile del 2014.

Il 14 aprile l’atto fu trascritto in Comune e Giuseppe e Stefano finalmente sono diventati una coppia con gli stessi diritti di tutte le altre. Pochi giorni dopo il procuratore generale Francesco Verusio impugnò l’atto e fece reclamo in Corte d’Appello contro la trascrizione del matrimonio. Nel settembre del 2014 si svolse la prima udienza in corte d’Appello che ai primi di ottobre annullò la trascrizione. Il sindaco quindi, diede mandato di cancellare il matrimonio dal registro dello Stato civile. I due sposi, anziché presentare ricorso in Cassazione, hanno deciso di ricominciare tutto daccapo, chiedendo di nuovo la trascrizione al tribunale di Grosseto: siamo a gennaio. Dopo due udienze, il tribunale ha emesso questa mattina il decreto: il matrimonio deve essere di nuovo trascritto.

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