Il Tirreno

Grosseto

Ci sono degli acquirenti per Eurovinil

di Gabriele Baldanzi

Dopo nove mesi arriva il primo spiraglio per i lavoratori: l’annuncio (prudente) è dato dall’advisor Paolo Coscione

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GROSSETO. Dopo nove mesi di docce fredde, per i lavoratori Eurovinil arriva uno spiraglio, seppur piccolo. Esiste infatti all’orizzonte la possibilità di salvare i posti di lavoro creati a suo tempo producendo tende pneumatiche e zattere di salvataggio.

Esiste, forse, la possibilità di veder ripartire l’area industriale di via Genova, di non finire stritolati dalle logiche perverse delle Cavallette, i fondi di investimento che si passano di mano aziende e marchi a volte spremuti, a volte decotti, a volte capaci di moltiplicare gli utili.

Mercoledì mattina, nella sala del consiglio comunale, la politica e il sindacato hanno incontrato l’uomo a cui fino al prossimo 28 febbraio (e speriamo anche nei prossimi 3-4 mesi) è affidato il compito di trattare la vendita di Eurovinil: il dottor Paolo Coscione. Professione advisor. Due ore di dibattito in cui si è parlato del tentativo, in corso, di dare un futuro ai cento lavoratori Eurovinil.

Si è parlato delle volontà di Survitec e di un passaggio di mano all-in, ritenuto l’unica operazione auspicabile, ma complicata dall’effettiva volontà di vendere del gruppo inglese. Coscione non ha voluto creare illusioni e ha misurato le parole. Un intervento prudente, sapendo di essere registrato, pesato. Dai sindacati, dalle istituzioni, dalle maestranze e dai media.

«Esiste una manifestazione d’interesse, scritta, già consegnata, che adesso i vertici di Survitec valuteranno, ma posso già annunciare che almeno altre due proposte arriveranno a breve, entro metà marzo. In questi mesi - pochi per fare il lavoro che avevo in mente - ho avuto diversi contatti e adesso siamo nella fase in cui si tirano le somme. Non è facile chiudere un’operazione così, con una miriade di condizioni da rispettare…».

L’advisor ha usato i termini “recinto” e “perimetro” per far comprendere i suoi spazi di manovra in una trattativa che - pare di capire - dipenderà unicamente dalla ‘luna’ di Survitec. Non esiste infatti un prezzo di partenza e l’incontro tra offerta e domanda si regge su equilibri fragilissimi. Chi è interessato a subentrare agli inglesi in via Genova conta sicuramente su aiuti regionali, ma soprattutto su quel pacchetto di norme (in fase di varo) che il Governo sta studiando per agevolare il rientro dall’estero di produzioni oggi delocalizzate.

Il gruppo (italiano) che sembra maggiormente accreditato a rilevare Eurovinil ha queste caratteristiche, cioè pensa di riportare qui, reindustrializzando, uno dei rami produttivi sviluppato in Nord Europa o in Oriente.

«I contatti con questo possibile acquirente – ha detto Coscione – vanno avanti da novembre».

Nomi l’advisor non ha voluto farne, neppure di fronte all’incalzare dell’assessore alle attività produttive Emanuel Cerciello.

Anche i segretari di categoria di Cgil, Cisl e Uil, hanno ribadito la propria preoccupazione insistendo – rivolti al presidente della Seconda Commissione Saimo Biliotti e all’assessore Cerciello – affinché la politica e le istituzioni tengano sotto pressione i vertici di Eurovinil. Dalla Spora, Santini e Franceschetti chiederanno che Coscione abbia la proroga a seguire le trattative almeno fino a luglio, ben sapendo che i prossimi mesi saranno cruciali.

In rappresentanza dei lavoratori erano presenti le donne dell’Rsu: Elena Olivi, Ersilia Monaco, Elena Piantini e Carla Bertini. «Non crediamo più alle favole e le sensazioni restano negative anche in questo momento. La domanda è sempre la stessa: vogliono davvero vendere? Perché allora smantellare, mettere una miriade di paletti all’advisor?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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