Il Tirreno

Grosseto

Rifiuti e conti pubblici «Il Comune non ha la rendicontazione»

di Francesca Ferri
Rifiuti e conti pubblici «Il Comune non ha la rendicontazione»

Il Forum Ambientalista chiede da mesi i dati sulla differenziata La risposta degli uffici: «Le società non ce li hanno trasmessi»

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GROSSETO. Che fine hanno fatto i dati sulla raccolta differenziata che a giugno il Forum Ambientalista ha chiesto al Comune di Grosseto? Per il Forum ci sarebbero lacune sulle informazioni relative alla gestione della differenziata che impediscono di perfezionare il servizio e far calare la bolletta. Queste lacune riguardano in particolare la rendicontazione delle materie prime ricavate dai vari metodi di differenziata: porta a porta, raccolta condominiale, cassonetti. Ognuna di queste raccolte produce materia prima-seconda, ovvero vetro, carta, plastica, alluminio e organico, di qualità da molto alta (nel porta a porta) a meno alta (nel cassonetto) da vendere alle industrie. Così modo parte del servizio si autofinanzia. Quanto?

Secondo l’analisi dei costi fatta dal Coseca (il vecchio gestore), il costo del servizio istituzionale del porta a porta nel 2009 ammontava a 830.000 euro. Ma tra i soldi incassati dalla vendita di materie prime-seconde (166.000 euro) riduzione del costo di smaltimento (315.000 euro) e altre riduzioni dovute al diverso metodo di raccolta (162.000 euro) il costo reale del porta a porta a Barbanella è di 187.000 euro. Addirittura meno del servizio di raccolta indifferenziato. «Il contrario di quanto da anni vanno dicendo gli amministratori, e cioè che il porta a porta a costa di più», dice Roberto Barocci portavoce del Forum.

Sapere quanta materia prima viene prodotta secondo ciascun metodo e quanto ci si guadagna rivendendola permetterebbe insomma di sapere quanto, dalla bolletta, si può scomputare per alleggerire la spesa delle famiglie.

Ora, a Grosseto la differenziata è aumentata. Allo stesso tempo la quantità di rifiuti prodotti è diminuita di ben il 27% (dati Agenzia regionale recupero risorse). Perché, dunque, la tariffa per la spazzatura non è diminuita e, anzi, è aumentata? Per il Forum la risposta è nei dati contabili. Che però non si conoscono.

È da giugno che il Forum li chiede al Comune e ha ottenuto anche l’appoggio del vicesindaco che, in quell’occasione, disse chiaro che Sei, gestore del servizio, avrebbe dovuto renderli noti, cosa peraltro prevista dalla legge.

Dopo mesi di solleciti la risposta è arrivata a metà gennaio: «La richiesta di informazioni è stata inoltrata in data 17 novembre 2014 a Sei Toscana, Ato Rifiuti Toscana Sud, Ecolt e Ecotrasporti», scrive il dirigente comunale del servizio ambiente. Solo Ecolat ha risposto: «Riteniamo di non dover rendere noto un dato rientrante nella sfera privata e strategica della scrivente società». Insomma, segreto industriale.

Peccato, spiega Barocci, che il Dpr 158 del 1999 prevede che «l’ente locale... ripartisce i costi da coprire attraverso la tariffa secondo criteri razionali». «Cioè – spiega Barocci – chi collabora per differenziare deve avere una riduzione della tariffa proporzionale ai vantaggi prodotti». Ma come si fa a capire quali sono i vantaggi se non si hanno i dati di quanto si è ricavato a vendere la materia prima-seconda? E di chi è la responsabilità?

Spetta al gestore del servizio comunicare questi dati. In questo caso Sei. «La risposta data dal Comune alle nostre richieste è sconcertante – dice Barocci – né l'Ato, né i gestori hanno intenzione di fornirci tali dati, nonostante la Convenzione (tra Comune e società, ndr) affermi l’obbligo di fornire tali dati al Comune».

Quando a giugno il Forum pose la questione all’assessore comunale all’Ambiente Giancarlo Tei, questi rispose che «i dati c’erano». Il Forum, però, non li ha mai ricevuti, neanche dopo richiesta formale. Ma c’è di più.

Secondo il Forum il Comune ha violato gli obblighi di rendicontazione dei dati relativi alle componenti di costo della tariffa che i Comuni debbono trasmettere annualmente all’Osservatorio nazionale e in particolare i costi di trattamento e riciclo al netto dei proventi della vendita di materiale. «Ma, se i risultati ottenuti a Barbanella nel primo anno di raccolta porta a porta fossero estesi a tutta la provincia di Grosseto, avremmo che solo il 17,5% dei rifiuti prodotti sarebbero indifferenziati e alle Strillaie arriverebbe solo il 27% delle capacità dell’impianto e si imporrebbe una sua riconversione. Inoltre all’inceneritore di Scarlino arriverebbe dalla nostra provincia solo l’11% delle capacità dell’impianto di incenerimento e si imporrebbe una riconversione anche per quell’impianto».

Tutte questioni che attendono una risposta. Che, per il Forum, potrebbe arrivare da un unico organismo: «Un Osservatorio ambientale comunale con la finalità di raccogliere dati e presentare proposte al consiglio comunale», conclude Barocci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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