Sicurezza
No ai domiciliari, Bilella resta in carcere
Respinta la richiesta dell'ex custode di villa Adua, accusato di aver ucciso Francesca Benetti: i suoi avvocati puntavano a farlo tornare a casa, ma sorvegliato con il braccialetto elettronico
GROSSETO. È stata respinta l'istanza di scarcerazione presentata dalla difesa di Antonino Bilella durante l'udienza del processo per il giallo di Potassa del 19 febbraio 2015.
A conclusione di quell'udienza l'avvocato Bruno Leporatti aveva rivolto alla Corte di assise la richiesta di liberare Bilella: “Non chiediamo la revoca della misura ma la sostituzione del carcere con gli arresti domiciliari, a casa del nipote in provincia di Agrigento: il nipote si è dichiarato disponibile”.
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Secondo il difensore si sarebbe potuto mantenere il divieto di effettuare comunicazioni ma a Bilella poteva essere applicato il braccialetto elettronico. “Si tratta di un principio di civiltà giuridica”, disse l'avvocato consegnando una memoria in cui è citata la giurisprudenza in merito ed evidenziando che se vi è un'altra misura cautelare soddisfacente l'istanza può essere accolta, a prescindere dal reato contestato, nel segno del “minor sacrificio possibile”.
I giudici Giovanni Puliafito e Sergio Compagnucci non hanno invece acconsentito alla richiesta degli avvocati del custode di villa Adua.
Antonino Bilella è in carcere dal novembre 2012 con l’accusa di aver ucciso e fatto sparire il corpo di Francesca Benetti,proprietaria della villa scomparsa e mai più ritrovata.
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