Sicurezza
I borghi si mobilitano contro i tagli alle Poste
A Monterotondo continuano i disservizi e il sindaco scrive a Enrico Rossi Il primo cittadino di Montieri: «Ci batteremo contro il piano di riduzione»
MONTEROTONDO. Stretti all’angolo da tagli che mutilano i servizi per i residenti, i sindaci dei piccoli borghi si ribellano. Dopo l’annuncio dei tagli decisi da Poste Italiane, Montieri e Monterotondo fanno fronte comune, ognuno con la sua iniziativa.
Nel primo paese, il sindaco Nicola Verruzzi annuncia una giornata di mobilitazione; nel secondo, il primo cittadino Giacomo Termine convoca un’assemblea pubblica per domani e intanto scrive una lettera al governatore della Toscana Enrico Rossi. «Ritengo importante una sua azione» scrive. Per i cittadini dei piccoli centri sparsi sulle Colline Metallifere la misura è colma. Sia per chi è rientrato nella scure dei tagli di Poste, sia chi coglie il momento del malcontento generale per denunciare gravi disservizi.
A Monterotondo, ad esempio, non è prevista nessuna chiusura né una riduzione di orario d’apertura. In compenso «continuano i problemi con i servizi», spiegano dall’amministrazione. Problemi di cui Termine in effetti ha provato a farsi carico, scrivendo direttamente alla società, che non ha concesso nessuna risposta. «Per questo abbiamo deciso di andare avanti con le azioni a tutela della comunità» dice il sindaco, che ha convocato per domani un’assemblea pubblica per parlare dei disservizi e delle azioni da intraprendere, a cui parteciperà anche la Confconsumatori con il presidente Marco Fastelli. L’appuntamento è alle 17.30 nella saletta di via Magenta. Allo stesso tempo, però, Termine scrive anche a Rossi «per portarla a conoscenza – si legge nella lettera – della gravosa situazione del servizio postale locale e delle problematiche connesse che la pregherei di prendere in considerazione». Un messaggio che contiene un invito ben preciso: «ritengo importante una sua azione per indurre Poste alla concertazione con la Regione, con le amministrazioni locali, affinché la società non adotti decisioni unilaterali capaci di compromettere e ridurre il servizio nelle aree montane e marginali come siamo noi».
Poco distante, anche Montieri prepara la reazione al piano di razionalizzazione di Poste. Anche qua la situazione non è delle migliori, come racconta il sindaco Verruzzi, partendo dalla fasce più colpite dall’eventuale chiusura. «Anziani, disabili, pensionati, uomini e donne sprovvisti di patente di guida, cittadini ormai di un Italia minore che ogni giorno vive sotto assedio – scrive il primo cittadino – Ci batteremo con ogni mezzo per preservare il servizio postale così come è». In questo senso, annuncia una giornata di mobilitazione. Perché sono molte le questioni aperte: «vorremo capire il perché molto spesso le infrastrutture o le apparecchiature negli uffici funzionano a singhiozzo e gli operatori non sono messi nelle condizioni di lavorare in modo efficiente». (a.f.)
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