Attenzione
Farnetani contro le Poste «Accordi non rispettati»
Il sindaco di Castiglione infuriato per i tagli agli uffici delle frazioni Appello alla mobilitazione dei cittadini, gravi disservizi e denunce a Tirli
CASTIGLIONE. Una dichiarazione di guerra quella lanciata da Giancarlo Farnetani, sindaco di Castiglione della Pescaia, a Poste italiane. Anche nel Comune castiglionese infatti, si profila la chiusura di due uffici nelle frazioni: quello di Buriano, in modo definitivo, e a Punta Ala, quest’ultimo in modo temporaneo nei mesi che vanno da novembre ad aprile. E al primo cittadino, come già successo a tanti colleghi nelle ultime settimane, questa cosa non piace affatto. Anzi, con un volantino-comunicato, Farnetani chiama a raccolta le truppe, i cittadini appunto, per due incontri: mercoledì 4 marzo alle 11 all’ufficio postale di Buriano in via del Corso 3; e il giorno successivo, giovedì 5, sempre alle 11, ma a quello di Punta Ala al Gualdo.
Il grido d’allarme è senza indugi e sembra davvero una dichiarazione che non ammette repliche: «Il piano di Poste italiane non passerà», sentenzia Farnetani. Nel volantino, divulgato anche suoi social network, il sindaco riepiloga quello che è successo negli ultimi giorni. «A firma del direttore della filiale di Grosseto, Poste italiane ha comunicato a questa amministrazione che dal 13 aprile provvederà alla chiusura dell’ufficio di Buriano, e quello di Punta Ala nel periodo compreso da novembre a aprile. Il tutto – si legge sempre nella nota – viene motivato al fine di adeguare l’offerta all’effettiva domanda dei servizi postali nel territorio di Castiglione della Pescaia. Se a tutto questo si sommano gli innumerevoli disagi creati nella consegna della posta nelle varie aree del nostro territorio, appare chiaro che Poste italiane intende abbandonare il proprio ruolo di erogatore di servizi essenziali ai cittadini».
Dure le parole di Farnetani, praticamente urlate attraverso il comunicato: «Questo atteggiamento non lo possiamo accettare. Poste italiane è titolare di un servizio universale che deve garantire a tutti i cittadini». E poi la chiamata alle “armi”, per quella che si profila come una guerra senza quartiere da combattere casa per casa: «Contro lo scellerato piano di riorganizzazione di Poste italiane chiamiamo alla mobilitazione tutti i cittadini per sostenere le azioni della Regione dei Comuni toscani interessati dal provvedimento». Agli incontri programmati saranno presenti tutti gli amministratori, giunta e consiglieri, e sono stati invitati anche il direttore della filiale di Grosseto e le organizzazioni sindacali.
Nelle frazioni, di fatto, gli uffici avevano già avuto una riduzione drastica dei giorni d’apertura. Proprio il sindaco conferma come gli accordi presi siano stati evidentemente stralciati: «Con la direzione di Poste italiane avevamo concordato per Buriano l’apertura dell’ufficio per due giorni alla settimana, così come per Tirli, dove al momento il servizio è confermato, e per tre giorni a Vetulonia, e anche in questo caso non ci dovrebbero essere delle variazioni. Mentre per Punta Ala l’ufficio doveva rimanere aperto tutto l’anno come a Castiglione. Proprio per venire incontro alle esigenze di Poste, ci eravamo inoltre impegnati a comprare dei servizi aggiuntivi, come il recapito diretto della corrispondenza in Comune, e l’utilizzo in caso del nostro messo comunale. In più avevamo pensato di acquistare altri servizi, che però adesso abbiamo deciso di congelare in attesa di capire quello che succederà».
Intanto a Tirli è stata promossa una petizione con la raccolta delle firme, ed è stata presentata una denuncia alla Procura della Repubblica in considerazione della scarsa attenzione riservata dai postini nella consegna delle missive. Un servizio davvero scadente e inefficiente, cosa che succede non solo nelle frazioni ma ormai, per la riduzione cronica dei postini, anche a Castiglione, che ha messo in chiara difficoltà i cittadini, che non si vedono più recapitare lettere e bollette in tempi certi. Inoltre, nei giorni d’apertura degli uffici, i disagi non sono mai mancati: molte volte i terminali non funzionano, rendendo praticamente vana la presenza degli impiegati.
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