Il Tirreno

Grosseto

CHIAREZZA SUL PREMIO MONICELLI

È con vero stupore che si legge la lettera aperta della signora Chiara Rapaccini, compagna del grande regista Mario Monicelli, riguardante l’evento di cinema, con relativo premio, che si tiene ogni...

2 MINUTI DI LETTURA





È con vero stupore che si legge la lettera aperta della signora Chiara Rapaccini, compagna del grande regista Mario Monicelli, riguardante l’evento di cinema, con relativo premio, che si tiene ogni anno a Grosseto e che proprio a Monicelli è dedicato. Quest’anno, secondo le indicazioni, il premio andrà a Carlo Verdone.

Nella lettera, che chiude con note molto amare, la signora Rapaccini denuncia di essere stata consultata solo quando il premio grossetano è nato e poi, anno dopo anno, sempre meno regolarmente fino _ a quanto pare _ al silenzio totale.

Cosa ancora più importante, la signora Rapaccini sottolinea che l’evento grossetano non considera l’aspetto più radicato e attuale dell’opera e della figura di Monicelli, la sua critica profonda del presente e della società.

Aspetti che, come tutti ricorderanno bene, avevano portato Monicelli, specie negli ultimi anni, ad appellarsi sempre di più ai giovani, affinché si ribellassero alle ingiustizie e agli squilibri che si danno per scontati. E che crescono sempre di più.

L’evento grossetano, insomma, dice la compagna di Monicelli, a vederlo, appare basato sul Monicelli di “Amici miei”, non su quello di “Un borghese piccolo piccolo” e “I compagni”. Film che aggredivano lo stato delle cose, come il primo, e che ponevano l'accento sulla speranza di un futuro diverso, come il secondo.

La signora Rapaccini, dunque, nel concludere la lettera, sottolinea che «con dispiacere si dissocia dal premio Monicelli di Grosseto e dalle sue scelte».

Ora, quando si fanno eventi culturali che si richiamano all’opera e alla figura di un autore importante _ un pittore, uno scrittore, un cineasta... _ il modus operandi vuole che lo si faccia comunque in accordo con la famiglia e con chi ne è l’erede spirituale e materiale.

Questo perché non ci si può richiamare al magistero e all’insegnamento di un autore, se le persone vicine a quell’autore sono distanti da noi o ci sconfessano. E anche perché sono proprio quelle persone, spesso, a essere le depositarie del vero insegnamento dell’autore, e di come lui voleva essere ricordato, per quali lasciti spirituali, quali ricerche o creazioni.

Il premio Monicelli di Grosseto _ dice la compagna _ sembra più un’occasione “nazional-popolare” fatta per ragioni di vetrina.

Se questo corrisponde al vero _ e crediamo che un ampio dibattito fra tutti gli attori della questione, e i cittadini, possa chiarirlo _ allora l'unico modo di procedere, secondo il M5s, è tentare di ricreare un dialogo con la signora Rapaccini. Sanare la ferita. Cambiare l’atteggiamento del premio.

Movimento 5 Stelle

Grosseto

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web