Sicurezza
Canoni di depurazione troppo alti
Gli abitanti di Manciano si ribellano al costo del servizio
MANCIANO. «Cittadini mancianesi uniti per chiedere chiarimenti sul pagamento dei canoni di depurazione». A Manciano, in questi ultimi giorni si sta registrando una vera e propria sommossa popolare per dire no ai canoni di depurazione che i cittadini si trovano in bolletta. Cifre piuttosto alte come i 496 euro di conguaglio per la depurazione che una famiglia si è trovata a pagare per un depuratore che ancora non c'è. Per questo un centinaio di mancianesi (ma il numero potrebbe aumentare) stanno costituendo un comitato e hanno dato mandato a un legale , Rachele Morini, per cercare di fare chiarezza. I mancianesi sono decisi a non fermarsi, vogliono arrivare fino a un giudice che spieghi loro la legittimità di questi pagamenti. «I cittadini _ spiega l’avvocato Morini vogliono sapere perché pagano questi canoni e se dovuti, in base a quale criterio vengono fatti i conteggi e per quanto tempo ancora dovranno pagare senza avere la depurazione». A Manciano, secondo le ricerche della Morini la depurazione si paga dal 1996, prima al Comune e dal 2002 all’Acquedotto del Fiora. Tredici anni di pagamenti, dunque senza che ancora il depuratore abbia fatto la sua comparsa in paese. I cittadini sono esasperati anche perché le cifre che arrivano nella bolletta se paragonate a quelle di altri paesi, come Pitigliano, sembrano davvero diverse. Perché? La protesta ha preso sempre più piede e ha costretto anche il sindaco di Manciano, Marco Galli a precisare: «Il Comune non incassa i soldi per la depurazione _ scrive Galli _ ed entro il 2016 sarà realizzato l’impianto. Nel nostro paese è già stato progettato da Acquedotto del Fiora un impianto di depurazione, attualmente in fase di gara, che dovrà essere realizzato entro il 2016, con una spesa di circa cinque milioni di euro. Inoltre le tariffe di depurazione calcolate in bolletta non entrano nelle casse di questo Comune, ma in quelle del gestore del servizio idrico integrato. Dopo la sentenza della Corte, il Parlamento ha stabilito da una parte l’obbligo per i gestori del servizio idrico integrato di restituire la quota di tariffa non dovuta, riferita al servizio di depurazione, dall’altra la conferma della copertura tariffaria dei costi relativi alle attività di progettazione e realizzazione o completamento degli impianti di depurazione».
Interpellato in merito dal Tirreno, nel tardo pomeriggio di ieri anche il Fiora ha inviato una precisazione tecnica: «I lavori al depuratore di Manciano _ dice l’azienda _ inizieranno entro l'estate 2015 e si concluderanno presumibilmente entro la fine del 2016. Gli abitanti di Manciano capoluogo per il 2014 pagano la tariffa di depurazione in quanto vi era un’attività di progettazione in corso e di prossima realizzazione: tale tariffa è di 1,2219 euro al metro cubo. Nell’anno 2015 gli utenti di Manciano capoluogo non pagano più la quota di depurazione». (i.a.)
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