Il Tirreno

Grosseto

CASTEL DEL PIANO

Scempio sul fiume Ente: scatta la denuncia

Fiora Bonelli
Scempio sul fiume Ente: scatta la denuncia

La polizia provinciale ha sequestrato i mezzi d’opera e la legna accatastata nella zona dei lavori

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CASTEL DEL PIANO. Una denuncia per avere offeso la bellezza del fiume Ente. Per i pesanti danni ambientali nella valle del torrente Ente fra Montenero e Montegiovi, infatti, la Polizia Provinciale denuncia una ditta e sequestra i mezzi d'opera. La denuncia ha accolto, dunque, le numerose segnalazioni delle associazioni dei pescatori, dei turisti che frequentano il territorio di Castel del Piano. Gli agenti della provinciale sono intervenuti in corrispondenza della zona a regolamento specifico per la pesca della trota, al Rogaggio, nel comune di Castel del Piano, nella vallata dell’Ente: ed hanno riscontrato che in quell’area di singolare bellezza e suggestione, era passato uno tsunami.

Così con l’accusa di taglio abusivo di piante, distruzione e danneggiamento di bellezze naturali e violazione alla legge quadro sulle aree protette è scattata la denuncia e la ditta responsabile delle operazioni di taglio in un’area di proprietà interamente pubblica (proprietà demaniale), è stata deferita all’autorità giudiziaria. Un taglio massiccio, per una lunghezza di circa 1,2 chilometri, che ha cancellato la vegetazione ripariale d’alto fusto costituita in prevalenza da pioppo nero, ontano e salice, «taglio non autorizzato», puntualizza la Provincia e che non ha certamente salvaguardato le caratteristiche originarie del paesaggio e dell’ecosistema. A questo scempio indiscriminato c’è da aggiungere che l’area interessata dai lavori, oltre a godere di regolamenti e convenzioni specifici per l’attività di pesca, è interamente interessata dai vincoli paesaggistico-ambientale e idrogeologico ed è conosciuta (o meglio, lo era fino ad oggi) dagli appassionati di tutta Italia per la naturalità del corso d’acqua e delle sue delle sponde, per la bellezza dei pesci che qui si riproducono e si potevano catturare e successivamente liberare, dato che si tratta di una zona no-kill.

L’amministrazione provinciale rimarca anche che «l’asta fluviale in questione è del tutto mancante di insediamenti ed attività lavorative antropiche e presenta, o meglio presentava, caratteristiche di spiccata naturalità tali da non giustificare in alcun modo un intervento di taglio della vegetazione d’alto fusto, che avrebbe al contrario funzione di tutela delle sponde e di protezione, termoregolazione e filtraggio per l’intero ambiente». E infine, oltre al taglio abusivo di piante, che serviranno alla sola produzione di biomasse da utilizzare a livello industriale, la distruzione della strada e la creazione di vere e proprie piste da esbosco con solchi profondi anche mezzo metro. Infatti il passaggio dei mezzi d’opera utilizzati nell’area di golena e lungo le sponde dell’argine naturale del torrente Ente ha pesantemente compromesso la stabilità delle sponde stesse, rendendo impossibile l’ utilizzo della viabilità preesistente. La provinciale ha provveduto a porre sotto sequestro i mezzi d’opera e circa 1800 metri cubi di tronchi tagliati e già accatastati nei pressi delle sponde del fiume.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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