Sicurezza
Insieme contro i furti
I comitati dei derubati si uniscono: presto un incontro
GROSSETO. Tutti per uno, uno per tutti. I comitati dei derubati si uniscono, e quello di controllo del vicinato farà "massa critica" con il predecessore, il comitato Uniti per una Maremma migliore nato il mese scorso per combattere il dilagare di furti in appartamento. «Non disperdiamo le forze», dice il presidente di quest'ultimo, Fausto Turbanti, tendendo le mani ai colleghi che si coalizzano - con intenti più o meno simili - al confine tra Grosseto e Castiglione.
A metà gennaio ha preso forma un gruppo di derubati che - stanco dei colpi a raffica nelle case - si è incontrato per la prima volta nella troniera del bastione Garibaldi, a Grosseto. Da lì in poi è stato un crescendo: incontri con prefetto, polizia e carabinieri nel segno di una collaborazione sempre più stretta per combattere la malvivenza dilagante. Secondo round: pochi giorni fa - nella campagna che circonda la strada della Chicciolaia tutta voragini e transenne - ecco nascere, sempre spontaneamente, un altro gruppo diverso dall'altro ma con gli stessi scopi. I componenti vivono in località Squadre Basse, a Cernaia, Chiocciolaia, Squartapaglia e La Canova. E anche loro (tutti o quasi) hanno subito un furto. Nasce da qui l'idea di compattarsi tra vicini di casa, senza fare ronde ma con un "Controllo del Vicinato" (Cdv) fondato sulla sorveglianza visiva tra "dirimpettai" e sulla comunicazione reciproca dei tipi sospetti. Alcune sere fa una cinquantina di famiglie si è dato appuntamento nella sala parrocchiale del Casotto dei Pescatori ufficializzando la proposta di costituirsi in Cdv. Al sindaco Emilio Bonifazi e alla giunta viene chiesto un suggello: quello di «accogliere con favore il tutto» e fornire cartelli con scritto Cdv da apporre nelle strade in cui i volontari si troveranno. Purtroppo «nessuno ha ancora risposto», dicono i membri in attesa che il Comune batta un colpo. Fausto Turbanti, presidente del primo, ha lanciato per primo la proposta che è stata subito raccolta dagli altri: «Ben venga - dice - ognuno di noi con le sue peculiarità, ma perché non unirci senza disperdere le energie? Noi siamo anche già strutturati e in contatto con le forze dell'ordine: se gli altri hanno bisogno di aiuto, noi ci siamo: mettiamoci insieme». La risposta che voleva c'è stata. «Ci troveremo con loro - dice Giacomo Vecchio - Abbiamo già dato la nostra disponibilità e ci incontreremo presto. Ben venga una collaborazione per offrire riposte più efficaci». Al momento il gruppo del vicinato è alle battute finali, si sta strutturando. «Stiamo facendo un elenco delle persone e delle strade: forse già alla fine della settimana avremo ultimato il tutto. Ora speriamo che il Comune sia con noi e ci doti dei cartelli, altrimenti lo faremo come privati anche se non sarà lo stesso». Anche l'altro comitato è in fermento: il 7 marzo ha organizzato un incontro in sala Pegaso. E chiede di ringraziare «la Questura, il questore Massimo Zanni e gli agenti che si sacrificano per strada. Siamo soddisfatti e fiduciosi per tutto quello che stanno facendo. La frazione è presidiata ogni sera e finalmente iniziamo a sentirci protetti».
Elisabetta Giorgi
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