Il Tirreno

Grosseto

Inceneritore, Sel chiede alternative per il ciclo dei rifiuti

di Enrico Pizzi
Inceneritore, Sel chiede alternative per il ciclo dei rifiuti

La proposta presentata in Regione piace agli operai, nuovo impianto per superare l’altalena delle autorizzazioni

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SCARLINO. Basta con l'altalena delle autorizzazioni, dei ricorsi e degli stop imposti da Tar e Consiglio di Stato. Sinistra ecologia e libertà chiede, per l'inceneritore di Scarlino, un cambio di strategia, un accordo di programma tra la Regione, gli enti locali e i rappresentanti dei lavoratori, per sostituire quella tecnologia, considerata ormai obsoleta con qualcosa di tecnologicamente innovativo, che affronti la questione della chiusura del ciclo dei rifiuti principalmente attraverso il recupero, il riciclo e il riutilizzo. «Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha fermato l'inceneritore – spiega il coordinatore provinciale di Sel, Marco Sabatini – abbiamo fatto alcuni passaggi con i nostri circoli di Follonica, Scarlino e Gavorrano, e poi un incontro con i lavoratori di Scarlino Energia e abbiamo elaborato una proposta che è stata inserita in una mozione che il nostro consigliere regionale, Mauro Romanelli ha depositato perché sia discussa dal consiglio regionale».

Il problema, per Sabatini, è lo stallo in cui si trova la vicenda dell'inceneritore «che tiene incatenata una comunità, che chiede la tutela della salute, e dei lavoratori, che temono per il loro posto di lavoro». Sabatini ricorda che Sel ha sempre avuto, come obiettivo, il superamento dell'inceneritore, come metodo di smaltimento dei rifiuti «e abbiamo ottenuto che questo obiettivo fosse inserito – dice – anche nel piano interprovinciale dei rifiuti», dunque, anche se l'impianto di Scarlino Energia non fa parte della pianificazione interprovinciale, lo stop imposto dal Consiglio di Stato potrebbe essere l'occasione per pensare qualcosa di diverso. Di fronte alla Regione che si è detta pronta a valutare un'eventuale altra richiesta di autorizzazione da parte di Scarlino Energia «con il rischio – dice Sabatini – che una nuova autorizzazione possa innescare nuovi ricorsi e nuove “fermate” per l'impianto», Sinistra ecologia e libertà propone un accordo di programma «che preveda – spiega il coordinatore provinciale – un percorso breve, di circa un anno, per arrivare alla definitiva chiusura dell'inceneritore e all'avvio di un nuovo impianto che utilizzi tecnologie, per lo smaltimento dei rifiuti, innovative e meno impattanti sull'ambiente e sulla salute, salvaguardando e, perché no, magari implementando l'occupazione».

La strada che Sel suggerisce è quella di un potenziamento della raccolta differenziata porta a porta e ad una successiva selezione meccanizzata dell'indifferenziata residua, in modo da ridurre l'indifferenziato a quantitativi minimi che, a quel punto, potrebbero essere anche inceneriti, ma «secondo noi – dice Gianluca Casini, del circolo Sel di Follonica – sarebbe sempre una quantità inferiore alle scorie che produce l'incenerimento delle attuali quantità di indifferenziata». Un sistema che, dunque, consentirebbe di superare le discariche e richiederebbe anche spazi più ridotti per lo smaltimento delle scorie. Nell'accordo di programma Sel ipotizza anche una clausola di salvaguardia per gli attuali occupati degli inceneritori e delle discariche: per il potenziamento della differenziata e il funzionamento del nuovo impianto che potrebbe sorgere al posto dell'inceneritore dovrebbero essere assunti, in via prioritaria, proprio i lavoratori attualmente impegnati nell'incenerimento e nelle discariche. Dell'iniziativa Sel ha già infornato anche il lavoratori di Scarlino Energia.

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