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Immigrati: la lite tra Grosseto e Salvini va in diretta tv

Maurizio Bernardini
Immigrati: la lite tra Grosseto e Salvini va in diretta tv

A Quinta colonna il collegamento in diretta con il circolo Arci Khorakhané: botta e risposta del presidente Christian Sensi con il segretario della Lega

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GROSSETO. I grossetani hanno intenzione di presidiare il territorio per prevenire i furti? Bene, fanno il loro dovere. I quattrini spesi per mantenere i migranti a Cinigiano? Soldi buttati, meglio darli agli italiani. L'emergenza abitativa? Occupare una casa non è un diritto, è un abuso. Eccolo il Salvini pensiero. Tutto si consuma in poco più di tre ore, durante la puntata del lunedì 23 di Quinta colonna, programma d'informazione di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio. Uno show che tiene incollati alla tivù molti maremmani grazie al contributo in diretta proprio dal circolo Arci Khorakhanè di Grosseto.

Tanti i botta e risposta tra il leader lumbard e alcuni esponenti del centro sinistra locale. Immigrazione, diritto alla casa, sicurezza: questi i temi. Sullo sfondo, la vicenda del benzinaio vicentino Graziano Stacchio che ha sparato e ucciso un rapinatore. Stacchio che proprio lunedì sera è stato destinatario, assieme al gioielliere Roberto Zancan (l'uomo che il 3 febbraio ha subìto l'aggressione), di una busta anonima contenente due proiettili.

Nello studio Mediaset c'è spazio anche per la forzista Micaela Biancofiore, l'esponente democratico Emanuele Fiano e il collega montiano Gianfranco Librandi. Ma il mattatore è Matteo Salvini. Camicia bianca, immancabile maglione con su scritto “Renzi a casa”, l'esponente del Carroccio s'affanna tra un tweet e un post su Facebook.

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Da Grosseto prende la parola Simone Ferretti, ex assessore al sociale e oggi responsabile immigrazione Arci Toscana: ricorda i numeri, quelli che a suo modo di vedere smentiscono "l'ipotesi di un'invasione da parte degli stranieri. Tanto che nel 2014 sono arrivate 170.000 persone e solo 66.000 sono rimaste da noi. Le altre hanno usato l'Italia come ponte verso l'Europa”. Bene, una manciata di secondi e Salvini posta un poco amorevole “Ci mancava il compagno dell'Arci di Grosseto che mi spiega che sono "pochi" gli immigrati che sono rimasti in Italia. Teneteli tutti all'Arci!”. Apriti cielo. Perché l'argomento immigrati è di quelli che scottano e la chiave di tutto divengono ancora una volta i quattrini investiti dallo Stato per l'accoglienza ai migranti.

“Quelli che esprime lei – dice il presidente del comitato provinciale Arci, Christian Sensi - sono luoghi comuni. Nessuno dà 34 euro al giorno agli immigrati. I soldi servono per mantenere la struttura, far lavorare gli operatori culturali che lì operano e dare i pasti. Non sono euro che togliamo agli italiani, anzi, sono risorse che tornano loro in tasca perché ricadono sul territorio. Inoltre, si tratta di denari che arrivano da fondi europei destinati a quello scopo e che non potrebbero andare ad altro. Lo dica, senza parlare per slogan”, incalza Sensi (l'Arci, a Cinigiano, ospita 18 migranti da alcuni mesi, ndc). Ma Salvini è inamovibile.

Il video postato da un lettore su Facebook sullo scontro Salvini-Sensi

“Ogni immigrato costa mille euro al mese. Che siano soldi dell'Europa, dell'Italia, della Norvegia o dell'Islanda non me ne frega niente. Quando un disabile italiano prende 300 euro al mese e l'immigrato, che magari è pure clandestino, ne costa mille, secondo me è una vergogna. Perché c'è gente che ci mangia. Voglio che quei soldi l'Europa li destini agli italiani in difficoltà”.

Cresce la tensione, si susseguono le battute e rimbalzano gli argomenti. Arriva il nodo volontari civici a presidio del territorio. Un'idea lanciata qualche giorno fa dai consiglieri di Fratelli d'Italia, Pier Francesco Angelini e Fabrizio Rossi (quest'ultimo, tra l'altro, ospite del circolo Arci per intervenire in diretta). Un'iniziativa che incassa la benedizione di Salvini: “proteggere le scuole, i giardini, i luoghi pubblici - disarmati, ovvio - sorvegliando, chiamando e dissuadendo è un dovere di qualunque cittadino perbene. Non ci può essere un poliziotto ogni metro quadro. Quindi fanno benissimo i grossetani a fare quello che fanno”.

Forti, fortissime le divergenze pure sull'emergenza abitativa. Da un lato gli interventi che arrivano dall'Arci, tra cui quello di chi evidenzia mancate politiche sociali mirate all'inclusione di tutti e vorrebbe si discutesse di persone e non di nazionalità. Dall'altra Salvini, che ribatte: “quando ci saranno case per tutti le darò a tutti. Quando ce n'è una la do a un italiano. Gli italiani vengono prima”. Infine il tweet del segretario del Carroccio. “I diritti vanno di pari passo coi doveri: occupare non è un diritto, è un sopruso!”. Una dichiarazione che, a legger bene, è in linea con le scelte dell'attuale assessore al sociale del Comune di Grosseto, Antonella Goretti, e con le recenti norme dettate dalla Regione in materia.

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