Sicurezza
Il gattopardo Chiku arriva in Maremma
Il tribunale del riesame ha disposto il sequestro dell’animale, sarà trasferito al Crasm di Semproniano
GROSSETO. Il gattopardo, o presunto tale, catturato nelle scorse settimane vicino a un maso della val d'Ultimo dove aveva sbranato e fatto a pezzi un gatto domestico, resta sotto sequestro e dovrà essere affidato nei prossimi giorni ad un centro specializzato di recupero della fauna esotica in provincia di Grosseto. La decisione è stata presa ieri mattina dal tribunale del riesame che ha respinto l'istanza del proprietario dell'animale che sperava di vedersi restituire il "gattone" selvatico in questione. Per molti addetti ai lavori la decisione del tribunale era l'unica possibile, sulla base della legge nazionale che prevede il divieto di detenzione di animali pericolosi da parte di persone non specificamente autorizzate. Ieri in serata il verdetto dei giudici è stato salutato con soddisfazione anche dalla Lav, il cui legale era stato ammesso ad intervenire nel corso dell'udienza. «Si tratta di una decisione di buon senso che aspettavamo con fiducia» ha commentato la Lav. «Il pronunciamento del Tribunale del Riesame accredita ciò che noi abbiamo sempre sostenuto - dichiara ancora la Lav - e cioè che Chiku (il nome del gattopardo, ndr), non avrebbe mai dovuto finire in quella casa (al pari di ogni altro animale selvatico) e ospitato come un gatto o un cane.
Questa decisione è un duro colpo per chi pensa di poter acquistare una vita, qualunque essa sia». Nel provvedimento, che dovrà ora essere notificato ai responsabili del canile provinciale della Sill, i giudici non entrano nel merito della razza dell'animale. Secondo il tribunale ha poca importanza che si tratti di un gattopardo o di un incrocio. Quello che conta - hanno sottolineato i giudici nel provvedimento - è che si tratta di in un animale selvatico pericoloso, dall'indole e dalla natura comunque aggressiva anche se, nello specifico, Chiku sembra essere abituato a vivere accanto ad esseri umani e a vivere in casa.
La pericolosità potenziale della bestia è però provata da quanto accaduto in val d'Ultimo quando scappò dall'abitazione del suo padrone imbattendosi in un gatto domestico che venne sbranato e fatto a pezzi. Nel provvedimento i giudici ricordano alcune caratteristiche fisiche dell'animale che, nell'abitazione del suo padrone, veniva tenuto in una voliera.
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