Attenzione
Frana di sette ettari devasta terreni e l'alveo di un torrente
Nuovo ingente smottamento nella zona fra Arcidosso e Stribugliano, minacciata anche la strada di Val di Pietra
ARCIDOSSO. Di nuovo allarme frane sul Monte Amiata, già massacrato, l’anno scorso dalla frana di 70 ettari di Roccalbegna che mise in ginocchio la popolazione e mezza provincia di Grosseto. Questa volta è successo nel comune di Arcidosso, vicino alla borgata dell’Abbandonato, poco sotto la frazione di Stribugliano, ed ha interessato anche il torrentello Monterosso.
Del fatto se ne è accorto il proprietario di alcuni terreni che in un giorno ha visto scivolare giù prati e arbusti, campi per la semina e per il pascolo, siepi e soprattutto l’alveo di un fiume. Una frana di sette ettari, segnalata al centro regionale competente dall’ingegnere Giorgio Ginanneschi, dell’Unione comuni Amiata grossetana che dopo un sopralluogo ha mandato tutta la documentazione in Regione. Si tratta di una frana di scivolamento di terreno detritico su coltre argillosa, e fortunatamente non interessa fabbricati né infrastrutture. La testa di frana si trova ad una distanza di circa 50 metri dalla strada vicinale di Val di Pietra, che potrebbe essere interessata dall’evoluzione del distacco e che dunque potrebbe mettere in crisi la viabilità rurale di un posto vocato all’agricoltura e all’allevamento. Il movimento del terreno ha interessato anche l’iniziale corso del fosso Monterosso distruggendone completamente l’alveo. Lo smottamento del terreno, dunque, fagocita, ancora, strade e corsi d’acqua, come a Roccalbegna, come a Cana, come a Semproniano.
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E' rientrato invece l’allarme di Castel del Piano, dove il pianoro di peperino su cui è appoggiato tutto il poggio del centro storico, è risultato stabile. Lo hanno accertato il tecnico del comune Roberto Zamperini e l’ingegnere Giorgio Ginanneschi, intervenuti dopo la segnalazione di un cittadino che aveva visto, passeggiando nel Fondo del lupo, alcuni alberi inclinati, e che aveva temuto fossero il segnale di un’incipiente frana. Il luogo è, infatti, fra quelli più delicati del paese, sotto il tratto di mura da cui, anni or sono, si era staccato un grandissimo masso, che precipitando sotto il dirupo, aveva anche semidistrutto la vecchia strada sterrata di Montegiovi, che da allora non è più percorribile se non a piedi.
La segnalazione del cittadino aveva messo immediatamente in allarme il sindaco Claudio Franci: “La parte superiore, lungo le mura, spiega il sindaco, è stata consolidata qualche anno fa ed è sicura - afferma - probabilmente gli alberi si incurvano perché sono troppo alti. Comunque ho mandato immediatamente i tecnici. Con queste cose non si scherza”. Zamperini e Ginanneschi hanno percorso tutta la strada sotto le mura medievali, entrando dal vicolo del Volpaio e inoltrandosi per la strada sterrata da cui si vede, dal basso, la parte più antica del paese. ”Il terreno è compatto - hanno osservato i due esperti - Lo scoscendimento che dal poggio arriva alla vecchia strada è stata ispezionata a dovere e nessuna frana è stata segnalata e rilevata. Gli alberi che sono cresciuti nel pendio del Fondo del lupo sono obliqui perché cercano la luce e la loro altezza è il motivo per cui cadono e si spezzano. Qui non ci sono segni di frane - affermano i due tecnici - che hanno esplorato con attenzione sia la vecchia strada di Montegiovi, sia quella sovrastante in prossimità del costone lavico che è stato di recente consolidato. Non corriamo alcuno pericolo”.
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