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Coro degli Etruschi, addio circolo

Coro degli Etruschi, addio circolo

L’ensemble fondato da Morbello Vergari lascia l’Arci: «Ma la storia continua»

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GROSSETO. Il circolo Arci “Morbello Vergari - Coro degli Etruschi” è stato sciolto. Lo annuncia una nota della presidenza Arci di Grosseto inviata anche a Comune e Provincia. Una notizia che lascia l’amaro in bocca, visto che il coro è stato fondato nel 1974 da Morbello Vergari e rappresenta uno degli emblemi del folclore e delle tradizioni popolari maremmane.

A correggere parzialmente il tiro arriva però la precisazione di Corrado Barontini, componente storico del coro: «È vero, non era più sostenibile da un punto di vista economico tenere il circolo aperto – dice Barontini – e abbiamo deciso per il suo scioglimento ma questo non significa che finisce il Coro degli Etruschi. Diciamo che anche in funzione dell’età che avanza il Coro sta vivendo una fase di passaggio del testimone verso alcuni membri più giovani che si sono dimostrati disponibili a proseguire questo percorso. È un momento fisiologico ma non significa la parola fine per il Coro».

Di certo, per ora, si interrompe il percorso all’interno dell’Arci. «Siamo sempre stati iscritti all’Arci – dice Barontini – All’inizio facevamo parte del circolino di via Ugo Bassi poi di altri circoli. Le prove però le facevamo a turno nelle case di ciascuno. Una decina di anni fa poi ci siamo costituiti come circolo autonomo anche grazie all’impulso del nipote di Morbello, Marco Vergari, che del circolo è stato finora presidente».

Corrado Barontini è fiducioso che già in primavera questo passaggio del testimone con le nuove generazioni possa perfezionarsi per dare continuità alla storia ormai quarantennale del Coro. «Noi più anziani siamo disponibili a dare tutto il nostro contributo – dice Barontini – perché questa realtà continui tenendo conto del fatto che i tempi cambiano e bisogna evolversi per non rischiare di diventare anacronistici».

L’Arci di Grosseto esprime comunque un ringraziamento sentito ai membri del circolo Morbello Vergari, ricorda casi analoghi successi ad altri circoli (I Rosolacci e I Vagabondi), e lancia «un appello alle istituzioni, alle associazioni e ai singoli perché certe esperienze possano rinascere anche in forme diverse per mantenere il legame con il territorio e le sue radici contadine».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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