Il Tirreno

Grosseto

TRUFFE SUL WEB

C’è un pacco per te: e finisci nella rete del virus informatico

Elisabetta Giorgi
Operatori della polizia postale
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Operatori della polizia postale

Ogni giorno arrivano finte e-mail da Enel e dal corriere Sda, aziende ignare dell'accaduto. Pc bloccati e utenti sotto ricatto: già una trentina di casi alla polizia postale di Grosseto, ma segnalazioni arrivano da tutta la Toscana

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GROSSETO. Ricevi una mail che segnala la consegna di un pacco dal corriere e sembra tutto normale. Ti segnalano l’arrivo di un oggetto che hai ordinato tempo fa, e pur non ricordando cos’è ti fidi. La apri. Subito dopo ti ritrovi il pc bloccato. Di più: scatta il conto alla rovescia e per liberarlo viene chiesto un riscatto. Grosseto è sotto ricatto informatico, ultima declinazione di un phishing sempre più agguerrito che sfrutta le credenziali di note società per spillare soldi agli utenti.

Un mese fa le mail tarocco arrivavano dall’Agenzia delle entrate, ora invece giungono in massa dal corriere Sda e Enel, ignare che le comunicazioni siano fatte a loro nome. Circa 30 grossetani sono finiti in questa ennesima rete e si sono rivolti alla polizia postale (ma segnalazioni ci sono in tutta la Toscana). Gli uffici degli agenti si trovano tutti i giorni o quasi a ricevere segnalazioni di gente in coda col pc, a chiedere spiegazioni e capire come uscirne. La tentacolare truffa online è ancora quella del Cryptolocker, il virus che rapisce e tiene in ostaggio i computer.

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Come funziona. Il nemico invisibile agisce mediante l’invio di una missiva che l’utente riceve sulla propria casella di posta elettronica. Sembra tutto normale. La serietà dell’interlocutore/mittente induce ad aprire il contenuto. Il messaggio dà informazioni su presunti ordini mai fatti, presunte spedizioni. Nel caso di Sda Express courier, appartenente alla galassia Poste Italiane e che anche a Grosseto ha una sede in via Ambra, il sedicente corriere informa sulla consegna di un fantomatico pacco mai ordinato. Nel caso di Enel, la mail dà notizie su un presunto rimborso di bollette mai pagate. Due modi per invogliare l’utente, giocando con lui sul fattore curiosità e quello dei vantaggi che gli arriveranno. Cliccando sul link o aprendo un allegato (solitamente in pdf) parte però un meccanismo infernale: viene infatti “iniettato” il virus informatico, il Cryptolocker appunto, che fa scattare automaticamente la presa in ostaggio del computer. Tecnicamente si chiama “ransomware”. Ne avevamo parlato anche un mese fa, quando il ricatto viaggiava sotto le mentite spoglie dell’Agenzia delle entrate. In quel caso, in decine di mail arrivate ai grossetani, il mittente truffaldino lasciava tracce dell’inganno in una lettera sbagliata: una “s” invece che una “z”, “Agensia” invece che “agenzia”, sfruttando il fatto che l’occhio dell’utente informatico è spesso veloce, distratto e frettoloso. Una trappola che si ricicla ora sotto il vestito di altre due società che distribuiscono poste e luce. Servizi essenziali, di cui il grossetano si fida.

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Decine di casi. Più di dieci segnalazioni sono arrivate proprio in questi giorni alla polizia postale di Grosseto a nome di Sda. Un’altra quindicina a nome di Enel. In entrambi i casi gli utenti hanno aperto i file di Enel e Sda che contenevano allegati di spedizioni e richiesta di dati bancari. È scattato il conto alla rovescia: sono stati chiesti soldi per sbloccare il pc nell’ordine di 5-600 euro. La raccomandazione è quella di prestare la massima attenzione alle mail.

Il video hard. Non accenna a tramontare neppure l’altro ricatto informatico che intrappola parecchi grossetani. Difficile fare un bilancio preciso, tanti sono i casi. Diverse decine di sicuro. L’aggancio parte su facebook. Una ragazza chiede l’amicizia a un ragazzo, lui accetta. I due iniziano a flirtare. Il passo successivo: «andiamo a chattare su Skype?». Su skype la conversazione vira su argomenti sempre più piccanti. Lei si spoglia, parte il sesso “filmato”. La donna registra il tutto e parte anche il ricatto. Le richieste partono anche qui da 500 euro. Ogni giorno continuano le segnalazioni alla polizia postale

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