Il Tirreno

Grosseto

Rifiuti per terra: imprenditori infuriati

di Gabriele Baldanzi
Rifiuti per terra: imprenditori infuriati

Degrado e sporcizia in via Aurelia Nord: i cassonetti vengono saccheggiati e non si capisce chi deve poi pulire

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GROSSETO. Un tappeto di immondizia - soprattutto plastica, nylon, materiali leggeri - da settimane “macchia” le caditoie e i campi a margine di via Aurelia Nord (lato sinistro uscendo da Grosseto). La denuncia arriva da alcuni imprenditori di quell'area. «I capannoni della zona industriale che un tempo erano fronte verde, ora in pratica sono fronte discarica. Venite a vedere. Fate delle fotografie e soprattutto scoprite perché succede tutto questo».

Chi ha cercato Il Tirreno per segnalare il problema ha perso la pazienza e la fiducia. «Il problema è stato fatto presente alla polizia provinciale, direttamente al Comune di Grosseto e a Sei, ma a nessuno sembra interessare». In effetti, per chi entra a Grosseto dallo svincolo Nord e si immette sulla strada cittadina, il benvenuto non è dei migliori. Se lancia uno sguardo a destra, nelle fossette e nei campi che corrono lungo strada, sono centinaia le carte, le buste, i rifiuti che sedimentano tra l'erba. Trasportati dal vento, ci spiegano.

Ma come è possibile? Da dove provengono quei rifiuti? Non possono essere oggetti gettati dai finestrini delle auto. Non scomodiamo Eugenio Finardi. In effetti gli automobilisti non c'entrano. Chi lavora o vive in questa zona sa bene cosa accade, da dove arriva quell'immondizia. «Anche ieri in pieno giorno - racconta un testimone - un gruppetto di rom ha svuotato diversi cassonetti e rovistato a lungo tra i rifiuti, non curante di chiunque passasse da via Ambra. Poi si sono spostati in via Rubino. Episodi che accadono di frequente e che riguardano anche via Topazio, via Zaffiro, via Smeraldo, insomma tutta l'area industriale Nord. Cosa cerchino non si sa. Di certo c'è che dopo il loro passaggio è più la roba che resta fuori dai cassonetti di quella che viene rimessa dentro. Basta quindi un colpo di vento perché finisca in qualche anfratto o venga spazzata a bordo strada».

Il comandante della municipale Felice Carullo ha inviato sul posto una pattuglia del nucleo operativo antidegrado, per rendersi conto della portata del problema: «Tuttavia - spiega - negli ultimi mesi non mi risultano segnalazioni di questo tipo dalla zona. Nell'ottobre scorso sgomberammo via Ambra a seguito di una dettagliata denuncia, poi stop». Gianluca Conte (Sei Toscana) ha ben chiaro il problema: «Passo ogni mattina da lì e in effetti a bordo strada e nei campi intorno c'è parecchia sporcizia trasportata dal vento. Le competenze di Sei Toscana, è evidente, non riguardano caditoie e campi di privati. Noi potremmo intervenire in futuro, per ripulire a bordo strada, qualora il Comune di Grosseto attivasse un cosiddetto servizio opzionale di bonifica straordinaria di quelle fosse. Non sapevo, invece, che venivano puntualmente saccheggiati i nostri cassonetti».

La polizia provinciale, che ha sede proprio in via Ambra, il problema del “saccheggio” dei cassonetti lo conosce bene, invece. «Ma non abbiamo gli strumenti per intervenire direttamente - ci viene spiegato da una guardia - possiamo al limite raccogliere la denuncia per la discarica che si è creata ai bordi dell'Aurelia Nord». La soluzione al problema la suggerisce Alberto Paolini, direttore di Sistema, la società in house providing del Comune di Grosseto: «Il nostro compito sarà quello, nelle prossime settimane di tagliare l'erba ai margini di via Aurelia Nord e poi trovare una soluzione per rimuovere tutti questi rifiuti. Sarebbe importante, però, che di pari passo si mettessero in atto azioni per scoraggiare il fenomeno del saccheggio dei cassonetti, altrimenti riavremo lo stesso problema dopo poche settimane».

Chi vive e lavora nella zona industriale Nord fa un'ultima considerazione, che c'entra poco con il casus belli, ma spiega perché è stato scelto il giornale per protestare: «In questi giorni non siamo riusciti a capire qual è l'assessore del Comune di Grosseto competente in materia. Qualcuno c'ha detto di rivolgersi a Monaci, altri a Tei, altri ancora al sindaco. Ma vi sembra normale?».

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