Sicurezza
MANCA LA VOCE DEI CITTADINI, HANNO BISOGNO DI CHIAREZZA
STEFANO ADAMI Ho letto la lettera aperta che - ultima delle lettere che vanno e vengono tra i due attori della questione, tra Grosseto e Firenze - Gianfranco Luzzetti ha in questi giorni indirizzato...
STEFANO ADAMI
Ho letto la lettera aperta che - ultima delle lettere che vanno e vengono tra i due attori della questione, tra Grosseto e Firenze - Gianfranco Luzzetti ha in questi giorni indirizzato ai grossetani, ai suoi “cari concittadini”. È più che giusto che un referente della discussione diventi la cittadinanza, allargando il campo di quello che finora è sembrato essere solo un dialogo chiuso, stretto fra l’antiquario e l’amministrazione. Perché, sottolinea giustamente l’antiquario, “la questione non è tra me e lui (il sindaco), ma tra me e voi (i cittadini)”. Verissimo: la città è res publica. Luzzetti conclude la sua lettera con un appello ai grossetani: che si “facciano sentire”, se veramente tengono al suo progetto. Giustissimo anche questo. E allora vorrei fare a Luzzetti una proposta ulteriore. Quella di presentare lui stesso di persona, in un incontro aperto, esaustivo, il suo progetto ai grossetani. Dialogando, rispondendo a domande. Magari al teatro degli Industri. Credo che sia necessario. Se si chiede ai cittadini perché la questione della donazione Luzzetti è in stallo da tempo, due sono le risposte principali. “Il Comune in realtà non la vuole più”, rispondono alcuni. “No, il Comune la vuole... è l’antiquario che non intende procedere più con la donazione”, dicono altri. Clarisse sì, Clarisse no. Notaio sì, notaio no. E avanti con i tira e molla e le analisi della domenica. La questione, in realtà, è ancora più complessa. In genere la confusione sulle fonti regna sovrana. La moltiplicazione delle informazioni, invece che essere un vantaggio, è spesso una patologia.
Le persone tendono a una certa entropia intellettuale. C’è una stanchezza dell’informazione, dell’analisi, del concetto. Spesso leggere un documento di un paio di cartelle diviene un’impresa ciclopica. Persino capire quali fonti sono credibili è spesso difficile. E si tende a dedicare la maggioranza delle energie alla quisquilie. Ma sulla base di dati incerti e ricostruzioni campate in aria, come si possono prendere posizioni valide? Come può in questa cornice Luzzetti stesso chiedere ai grossetani di “farsi sentire”? E in che modo questi potrebbero farlo? È quindi giusto che sia Luzzetti stesso, con la sua voce, la sua presenza, a spiegare qual è il suo pensiero, quali i suoi progetti. La cittadinanza non li conosce appieno, perché non ha mai partecipato attivamente alle trattative trascinate da anni. Bisogna far sì che i cittadini possano formarsi un’idea adeguata e prendere posizione. Perché, scrive Luzzetti, si meritano almeno una maggiore chiarezza.
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