Il dolore
«Discriminati i dipendenti della Camst»
GROSSETO. Presunta discriminazione sul posto di lavoro e un clima sempre più teso: si muove la Filcams Cgil. Il sindacato guidato dal segretario Andrea Ferretti ha chiesto un incontro chiarificatore...
GROSSETO. Presunta discriminazione sul posto di lavoro e un clima sempre più teso: si muove la Filcams Cgil. Il sindacato guidato dal segretario Andrea Ferretti ha chiesto un incontro chiarificatore alla Camst, l’azienda che gestisce il servizio mensa all’ospedale Misericordia. Lì, accusano alcuni lavoratori, da qualche settimana va in scena una prassi del tutto particolare.
«L’azienda – spiegano dal sindacato – non fa in modo che anche i propri dipendenti possano accedere alla fila per servirsi alla stessa mensa a cui possono rivolgersi non solo tutti i dipendenti Asl, ma anche chiunque altro voglia farlo». Un divieto che non riguarda tutti i lavoratori Camst. «Ma solo quelli che dopo aver distribuito i pasti nei reparti vorrebbero provare a mangiare qualcosa durante la pausa pranzo prevista dal contratto. E regolarmente pagato tramite una trattenuta giornaliera in busta paga». Insomma, in mensa non si mangia. O meglio. «Mentre per tutti gli altri colleghi è previsto un pasto caldo da scegliere tra le cose esposte al banco, per una quindicina di lavoratori rimangono monoporzioni precotte preparate la mattina».
La Cgil parla anche di un clima lavorativo divenuto «sempre più complicato» per la revisione della spesa. «Giorni di ferie e permessi forzati per affrontare il calo del numero dei pasti alternati a periodi di doppi turni e cambi di mansione (con indennità non sempre riconosciute) per sopperire alle fisiologiche assenze per le malattie». Il tutto, peggiorato dall’azione dei responsabili che, anziché motivare e incentivare le colleghe, «usano stimolarle con continui richiami, spesso sopra le righe, che non aiutano certo a instaurare un fattivo clima di collaborazione». La Filcams vuole discutere con i vertici Camst per «superare le difficoltà concordando soluzioni».
Maurizio Bernardini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google