Toscana
Stellini e Matergi ai ferri corti «Fai opposizione al tuo partito»
GROSSETO. Querelle Luzzetti-Bonifazi, botte da orbi dentro il Pd. Non accenna a diminuire la polemica legata alla donazione del mecenate: saltata (per il momento) l'operazione, volano i cocci in casa...
GROSSETO. Querelle Luzzetti-Bonifazi, botte da orbi dentro il Pd. Non accenna a diminuire la polemica legata alla donazione del mecenate: saltata (per il momento) l'operazione, volano i cocci in casa democratica. Ieri (venerdì) una nota del consigliere regionale Lucia Matergi, ex assessore alla cultura della prima giunta Bonifazi che – di fatto – stronca la giunta e si schiera affianco di Luzzetti. Oggi la replica inviperita dell'attuale assessore alla cultura, Giovanna Stellini. «Avremmo pensato – dice sibillina - di leggere un bell'intervento del consigliere Matergi sulla sanità, argomento di cui si occupa da 5 anni all'interno dell'apposita commissione. Invece ecco che vediamo in cattedra la professoressa Matergi, pronta a bacchettare l'attuale amministrazione, la sottoscritta e il sindaco». Bordate, quelle della Matergi, che non sono andate per nulla giù alla Stellini che accusa la collega di assumere un ruolo «di oppositore al suo stesso partito che tanto l'ha sostenuta». Un atteggiamento messo in piedi «senza mai aver sentito il bisogno in questi anni di confrontarsi, telefonare, apportare un qualche minimo contributo o segnalare opportunità». Segno che – tuona la Stellini - «la distanza le ha fatto percepire l'appartenenza alla comunità di Grosseto come fustigatore e non come collaboratore». Poi uno sguardo al futuro: «La cultura di Grosseto, cara professoressa e consigliera – prosegue la Stellini rivolgendosi ancora alla Matergi - non sta rischiando involuzioni». La Stellini ricorda punto per punto quanto l'assessorato da lei diretto abbia acciuffato occasioni preziose e finanziamenti. Ed è proprio riguardo le disponibilità economiche e possibili finanziamenti che tira un'altra legnata alla collega-rivale. «Attendo con ansia suggerimenti circa le misure di Europa creativa che lei mostra di conoscere puntualmente. Ed è di sicuro consapevole di ciò che l'Europa consente con i bandi usciti fino ad ora. Mi aspetto indicazioni precise e non un generico richiamo che potrebbe risultare, questo sì, populista e demagogico». Anche perché «la cultura, cara consigliera, non è mero intrattenimento, né circolo per pochi. Ma spesso - devo sottolinearlo - coloro che ritengono di praticare cultura con la c maiuscola risultano un tantino autoreferenziali all'interno del loro tristo circolo forbito». Insomma, «i maestri saccenti con la bacchettina in mano dei buoni e dei cattivi non aiutano la nostra comunità a crescere». (m.b.)
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