Attenzione
Quasi sette milioni di euro per il capannone ex Mabro
Dopo due anni e mezzo dall’omologazione del concordato va all’asta l’immobile di via Genova che ospitava la fabbrica
GROSSETO. Finalmente, il bando è stato pubblicato. E il capannone di via Genova, quell’enorme complesso da 33.930 metri quadrati potrà essere venduto. Dalla fabbrica delle vestaglie azzurre che tra quei muri hanno lottato, dormito e pianto, presto sarà staccata l’insegna Mabro, che campeggia là sopra da più di quarant’anni. Royal Tuscany Fashion Group quindi, a distanza di due anni e mezzo dall’omologazione del concordato preventivo, seguendo la procedura contenuta nel decreto di nomina del liquidatore della società, ha proceduto alla pubblicazione del bando che scade il 16 aprile. Chi ha messo gli occhi su quel capannone deve essere pronto a frugarsi in tasca e pagare una cifra che parte da sei milioni e 800mila euro con offerte minime in aumento di 100.000 euro.
«Siamo arrivati soltanto ora alla vendita dell’immobile - spiega il commissario giudiziole Enrico Domenichelli - perché abbiamo riscontrato alcuni problemi tecnici sull’integrazione e la modifica del decreto di trasferimento nell’esecuzione di acquisto di Royal Tuscany». Un errore da correggere ha fatto slittare i tempi in avanti. Oltre al fatto che l’immobile era rimasto nella disponibilità di Abbigliamento Grosseto: quando la società di Barontini ha presentato la richiesta di concordato in bianco, il capannone è rimasto praticamente “congelato”. E lo stesso è successo quando è stata avviata la procedura di Prodi bis. Ora nella fabbrica dove venivano creati gli abiti della Mabro, quelli che vestivano uomini eleganti e curati, e dove si sono combattute le battaglie delle vestaglie azzurre sono rimasti aperti soltanto alcuni uffici. L’immobile da mesi è tornato nelle mani di Royal Tuscany che ha lasciato al commissario della Prodi bis Paolo Coscione la possibilità di utilizzare alcuni spazi. Ma il 7 aprile, il capannone dovrà essere completamente liberato. La data del 16 aprile, per le aperture delle buste, coinciderà quindi proprio con la fine del capitolo Mabro nello stabilimento di via Genova.
Il bando per la vendita del capannone c’è. E tra qualche giorno, probabilmente il primo marzo, sarà pubblicato anche quello per la cessione di Abbigliamento Grosseto, così come previsto dalla Prodi bis. «Abbiamo tentato di fare un bando comune per le due procedure - aggiunge Domenichelli - ma abbiamo verificato alcune difficoltà». Difficoltà che sono date da due obiettivi diversi: la vendita dell’immobile servirà a Royal Tuscany per pagare i creditori che sono stati ammessi al concordato, mentre quello della cessione dell’azienda dovrà concentrarsi unicamente sul mantenimento dei posti di lavoro.
Il 6 luglio, poi, si tornerà in tribunale, dove è fissata un’udienza per la verifica dello stato passivo di Abbigliamento Grosseto e dove verranno esaminate le istanze di ammissione dei crediti di Royal Tuscany. Crediti che pesano per quasi due milioni di euro sugli 11 di passivo della società che è stata ammessa alla Prodi bis. La natura del credito vantato da Royal Tuscany è presto definita: c’è l’affitto del ramo d’azienda, ci sono le materie prime che non sono state pagate. E c’è soprattutto il canone d’affitto che non è mai stato versato. Ora il capannone è all’asta, con i suoi 7.576 metri quadrati di superficie, tre abitazioni e tutto il terreno.
Qualche manifestazione di interesse era già arrivata qualche mese fa. Ma le garanzie bancarie non erano adeguate. Ora ci sarà soltanto da aspettare metà aprile per capire chi avrà la forza di fare un investimento come quello che significherebbe una nuova realtà industriale in Maremma.
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