Sicurezza
La Procura di Grosseto chiede l'arresto di Schettino
Presentato un ricorso al tribunale del riesame motivato dal pericolo di fuga del comandante della Concordia condannato in primo grado a 16 anni
GROSSETO. La procura di Grosseto ha presentato un ricorso al tribunale del riesame di Firenze per ottenere l'arresto di Francesco Schettino, per pericolo di fuga.
La procura aveva fatto la stessa richiesta al processo sulla Costa Concordia ma i giudici di Grosseto l'hanno respinta ritenendo non provato il pericolo di fuga del comandante che per tutta la durata del processo di primo grado non si è mai sottratto all'azione penale.
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Schettino, al termine del processo di primo grado, è stato condannato a 16 anni e un mese di reclusione per il naufragio della Costa Concordia nel quale, la notte del 13 febbraio 2012 davanti all'isola del Giglio, sono morte 32 persone.
"Le preoccupazioni sulla fuga di Francesco Schettino che avevamo, sono fondate". Lo sostiene Maria Navarro, procuratore capo facente funzioni della procura di Grosseto, in relazione al ricorso presentato dai pm al tribunale del riesame di Firenze per ottenere l'arresto di Francesco Schettino. Il ricorso è contro l'ordinanza del tribunale di Grosseto che alla fine del processo della Costa Concordia ha rigettato la richiesta fatta dai pm in requisitoria. In realtà il tribunale ha sottolineato che la sentenza di primo grado non è una condanna definitiva e in quanto tale deve prevalere il principio di presunzione di innocenza dell'imputato fino al giudizio di terzo grado in Cassazione. Inoltre il tribunale di Grosseto ha ribadito che niente nel comportamento di Francesco Schettino neppure dopo la decadenza delle misure cautelari (la cessazione degli arresti domiciliari) ha fatto temere la fuga dell'imputato all'estero.
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Al contrario la procura sostiene che ci sono validi motivi per ritenere che l'ex comandante possa tentare di lasciare il Paese prima della sentenza definitiva. "Tra gli elementi che ci hanno convinto a fare ricorso c'è senza dubbio anche la recente puntata delle Iene", afferma il procuratore Maria Navarro. Nell'ultima puntata del programma televisivo di Italia 1, giovedì 19, le Iene hanno inscenato una finta trattativa con un presunto rappresentante di Francesco Schettino per un'ipotetica partecipazione del comandante al reality show l'Isola dei Famosi. Schettino ha poi smentito di avere mai investito alcun suo rappresentante a trattare la sua partecipazione al reality.
A smentire però Schettino, in questa sempre più ingarbugliata vicenda, è a sua volta Francesco Pepe, figlio di uno degli avvocati del comandante. Avvocato che si è adesso dimesso dalla tutela legale di Schettino. "Ho appreso della nota diffusa dal comandante Schettino sulla trattativa per una sua possibile partecipazione all'Isola dei Famosi - dice - Francesco Pepe - Sono molto amareggiato del fatto che, evidentemente per tutelarsi, abbia tentato di infangare la mia persona", inoltre "mi fa sorridere il presunto mistero sull'identità della persona che ha seguito la trattativa: è noto a tutti che sia sempre stato io a seguire i rapporti con la stampa e le trattative con i media con il totale appoggio e l'autorizzazione del comandante, ovviamente, sempre preventivamente e successivamente informato di tutto". Così afferma, in una nota, Francesco Pepe, che, con le immagini del volto oscurate, compare nel programma Le Iene per un incontro negli uffici di Mediaset dove si ipotizza la partecipazione di Schettino al reality show.
"In base alle dichiarazioni che ho letto potrei solo sperare che non mi abbia riconosciuto - ha continuato Pepe - in caso contrario non posso certo accettare che si permetta di sostenere che io abbia agito senza essere stato incaricato da lui ed a sua insaputa". Francesco Pepe ha anche aggiunto: "Ho difeso e consigliato il comandante nel corso di tutti questi anni, ma non accetto in modo categorico che si cerchi di gettare discredito sulla mia persona per motivazioni a me ignote. Spero che l'equivoco finisca qui, in caso contrario, sarò costretto a smentire, con i fatti, le bugie sul mio conto"
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