Il Tirreno

Grosseto

«Io, pastora di 28 anni, e i lupi»

di Fiora Bonelli
«Io, pastora di 28 anni, e i lupi»

Daniela Zamperini ha un gregge a Roccalbegna e vive nella paura: i predatori attaccano di continuo

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ROCCALBEGNA. «Ieri l’altro, in pieno giorno, al podere il Sasso, vicino alla riserva di Rocconi, ho perduto undici pecore. Ne ho rinvenute sette sgozzate e quattro non le ho ritrovate». È un brutto colpo ma non molla Daniela Zamperini, 28 anni, una famiglia di agricoltori e allevatori, innamorata di Roccalbegna che non vuole lasciare. La giovane allevatrice pratica ancora il sistema tradizionale di pastorizia transumante, ma gli attacchi dei predatori sono ormai divenuti continui e mettono a rischio la sua attività.

Il gravissimo problema delle predazioni in Amiata e in Maremma è stato presentato giovedì dal vicensindaco Fabiana Fabbreschi al prefetto Anna Maria Manzone in visita a Roccalbegna. La visita del prefetto è arrivata subito dopo una settimana di aggressioni a non finire nel paese. Sparite oltre venticinque pecore in tre aziende: quella di Giacomo Franceschelli, quella di Niccolino Fabbreschi e quella appunto di Daniela Zamperini.

«In due o tre mesi ho perduto decine di capi – dice ancora Daniela – Mio padre mi dice di smettere, che andrò al fallimento, ma non mi rassegno. Amo e ho scelto questo lavoro. Sono giovane, faccio la pastora. Accompagno le pecore dappertutto e le sorveglio sempre. È questo che è diventato assurdo. Essere costretti a non perderle mai di vista. Anche se ho da fare una commissione mi devo raccomandare a mia mamma o a un vicino che mi sorveglino il gregge. Non si può più così. E poi lo strazio dell’uccisione. Io conosco le mie pecore una a una, le chiamo per nome, le porto a seconda delle stagioni sull’erba di Monte Labro o di Roccalbegna o dei Rocconi. Pratico la transumanza, come una volta, che oltre che essere un divertimento per me e un piacere per il gregge, consente ai prati una tenuta ottimale. I prati della zona sono così belli e puliti grazie alle pecore. Adesso, infatti, che da 12.000 capi che erano, le pecore di Roccalbegna si sono ridotte a 3.000 e neppure, il bosco avanza e i prati si ristringono».

Daniela adesso ha paura a restare da sola: «Il cane è terrorizzato, le pecore tremanti e io, che poco dopo l’aggressione di tre giorni fa ho visto nel campo cinque ibridi, non so se fidarmi a circolare col gregge e col cane che si nasconde dietro di me. Ibridi rossicci, che arrivano vicino e non sono impauriti nemmeno dal nostro dissuasore acustico. Le mie pecore sono vissane. Di notte le rimetto nell’ovile, ma di giorno vogliono uscire, non mangiano se le lascio dentro».

Ma i problemi di Daniela sono anche altri. «Ho due asine – racconta – una ha partorito e una deve partorire. Ma anche loro non le posso lasciare fuori. I puledrini sono a rischio e non posso permettermi di farmi mangiare pure gli asini. E io devo stare tutto il giorno fuori con le bestie. Forse darò retta a mio padre e appenderò la chiave della stalla al chiodo».

Anche nel gregge di Niccolino Fabbreschi sono state sgozzate una decina di pecore. Lui è ormai pensionato e giudica Daniela una ragazza coraggiosa. E così la giudica anche Giacomo Franceschelli che perde diversi capi a settimana e che sbotta: «Non le ricompro più. Me le faccio finire dai lupi e poi basta. Ci metto un punto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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