Il Tirreno

Grosseto

«Escrementi di topi in sala operatoria» Protesta in ospedale

di Elisabetta Giorgi

Il problema segnalato al 3º piano del Misericordia L’Asl 9 si attiva: «Fatta ogni verifica ma nessuna traccia»

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GROSSETO. Escrementi di topi in sala operatoria. La segnalazione giunge dall’ospedale Misericordia di Grosseto dove intorno ai primi di febbraio, come emerge dal racconto di alcuni operatori sanitari, qualcuno ha avvistato «tracce inequivocabili dei roditori» nei pressi dei lettini operatori. La notizia ha rapidamente percorso i corridoi dell’ospedale creando scompiglio. Il giorno dopo l’avvistamento sono state posizionate trappole. Il fatto risale al 1º febbraio: era domenica quando è arrivata la segnalazione dei lavoratori del terzo piano, giunta dritta alla direzione dell’Asl 9 e che puntava il dito sulla presenza di feci di topi nel pavimento: in molti si sono infuriati perché - se il giorno dopo sono state posizionate trappole - nessun provvedimento è invece scattato per la chiusura della sala operatoria.

L’Asl 9 risponde illustrando l’esistenza di una procedura interna, messa a punto dal Dipartimento della Prevenzione e che viene sempre attivata nel caso in cui vengano segnalati elementi che facciano ipotizzare la presenza di «animali infestanti» all’interno delle strutture sanitarie. «Questa procedura - spiega l’Asl - si affianca a una serie di azioni di prevenzione del fenomeno che, per quanto riguarda l’ospedale di Grosseto, tengono conto delle difficoltà legate alla localizzazione del presidio (in campagna), agli innumerevoli accessi (per gli utenti e di servizio) che mettono in comunicazione i piano terra e i seminterrati con i piani superiori, alla presenza di cantieri dentro e fuori la struttura». La presenza di topi in ospedale - insomma - non sarebbe del tutto ingiustificata, anzi è messa in conto dalla stessa direzione sanitaria pronta a scattare nell’eventualità in cui spuntino topi in zona. Da qui, «la scelta dell’Asl 9 è stata quella di affidare il servizio di eventuale disinfestazione, internamente, ai professionisti della Zoologia ambientale che intervengono nel caso di segnalazioni con una procedura che prevede un protocollo ben preciso, ovvero l’analisi del problema e la pianificazione del sopralluogo; il sopralluogo con la collaborazione di altri servizi della Asl e della ditta di manutenzione o delle pulizie; il prelievo e l’analisi di eventuali campioni biologici e ambientali; la verifica della necessità di effettuare un immediato intervento di bonifica igienico-sanitaria e la comunicazione degli esiti del sopralluogo (o della bonifica igienico-sanitaria, se necessaria ed effettuata) al responsabile della struttura richiedente e alla Direzione sanitaria. Tutto in un tempo massimo di 48 ore».

Fin qui la procedura e il protocollo che l’Asl contempla in casi del genere. Ma nel merito e nel caso specifico?

Qui l’azienda risponde che c’è stata sì la segnalazione, ma che «non riguardava le sale operatorie bensì i locali adibiti allo stoccaggio di materiale che proviene dall’esterno dell’ospedale. Come da procedura aziendale - prosegue l’azienda - sono stati avvertiti i servizi competenti che hanno fatto le verifiche negli stessi locali e in quelli immediatamente adiacenti (anche con apposite trappole)». Alla fine «non sono state trovate tracce di topi», conclude l’Asl specificando che «ovviamente, se fossero venuti meno anche i minimi requisiti di sicurezza, la sala operatoria sarebbe stata immediatamente chiusa».

Questo è quanto risponde l’azienda, anche se gli operatori - cui non è andata giù la faccenda - sostengono che le trappole sono rimaste nei locali del 3º piano per alcuni giorni e che solo sul finire della settimana è intervenuta una squadra di operatori, per toglierle e sanificare gli ambienti.

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