Il Tirreno

Grosseto

Con lo stop all’inceneritore piano bonifiche da rivedere

di Alfredo Faetti
Con lo stop all’inceneritore piano bonifiche da rivedere

Problemi per Scarlino Energia a restare nel gruppo unitario per gli interventi I Comuni della zona convocheranno al più presto la conferenza dei servizi

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SCARLINO. C’è un problema strutturale, non di poco conto, da risolvere. Apparentemente riguarda solo la società, ma nella pratica viene allargato a tutti i partecipanti al tavolo. Riguarda il piano di bonifica unitaria della Piana del Casone, di cui Scarlino Energia è parte integrante. È una delle aziende chiamate a contribuire al progetto già approvato per ripulire falda e terreni dalle sostanze cancerogene rilasciate negli anni, ma adesso che il suo impianto è chiuso c’è il rischio che i lavori possano subire ritardi.

Per questo c’è l’intenzione di riconvocare quanto prima la conferenza dei servizi, così da fare un punto e iniziare con degli interventi che diano dei risultati concreti in tempi ragionevoli. Nessuno ha intenzione di venir meno agli accordi presi con la delibera numero 2896 del 2010, con cui è stata conferita la bonifica alla società Ambiente, frutto di un’altra delibera del 2009 meglio conosciuta come accordo Syndial, in cui i vari soggetti in gioco s’impegnavano a contribuire ognuno per quanto dovuto ai lavori. Tra questi ci sono le amministrazioni pubbliche e le aziende del Casone: Nuova Solmine, Huntsman Tioxide e appunto Scarlino Energia, che con l’inceneritore chiuso dalla sentenza del Consiglio di Stato e gli altri stop avuti nel tempo non è che se la passi nel migliore dei modi a livello finanziario.

Da qui la questione su come proseguire nella strada tracciata nell’accordo per portare avanti il progetto basato sul sistema di “pump and treat” che consiste nel risucchiare le acque di falda superficiale, depurarle e reimmetterle nel circolo del processo industriale.

Un’azione a cui dare seguito anche piuttosto in fretta, dato che si parla di bonifiche anche nella sentenza del tribunale romano con cui sono state annullate le autorizzazioni alla Scarlino Energia. Una questione questa che trova spesso spazio nei palazzi comunali sia di Scarlino che di Follonica, che convocheranno la conferenza dei servizi al più presto per cercare di fare chiarezza sui prossimi passi.

Intanto però continua a tener banco la riapertura temporanea dell’inceneritore, arrivata grazie a un’ordinanza provinciale in modo da smaltire il css (il combustibile che deriva dal trattamento dei rifiuti) già stoccato nei silos al momento del pronunciamento del Consiglio di Stato.

Sull’argomento ora interviene anche il sindaco di Follonica Andrea Benini. «La riaccensione dell’impianto non è e non deve essere interpretato come propedeutico a una ripartenza imminente – dice – Se inquadriamo il provvedimento della Provincia nell’ottica del contenimento dell’impatto dello smaltimento del materiale solido e liquido, già presente presso Scarlino Energia, non possiamo far altro che vigilare, come nostro dovere, sulla salute pubblica e affinché vengano rispettate tutte le prescrizioni dell’ordinanza».

Rassicurazioni insomma quelle che arrivano dal Comune del golfo, accompagnate da un avvertimento ben chiaro rivolto alla società stessa riguardo a questi dieci giorni di nuova messa in marcia dell’inceneritore. «Abbiamo intenzione di esercitare appieno il nostro ruolo – conclude il sindaco Benini – utilizzando i mezzi a nostra disposizione per controllare che la sentenza venga rispettata così come l’ordinanza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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