Il dolore
Tioxide, preoccupa la gestione dei gessi
Le problematiche produttive e ambientali discusse in un incontro con i sindacalisti Ugl
SCARLINO. Ottanta milioni di investimenti negli ultimi quattro anni di cui trentotto solo per l’impianto Marte; ventidue nuovi siti produttivi con 3000 dipendenti in arrivo dopo l’acquisizione di Rockwood. Numeri che riassumono sinteticamente gli investimenti realizzati da Tioxide nel periodo recente e che sono stati illustrati dalla direzione aziendale ai sindacati dei chimici nel recente incontro all’Assoindustriali di Grosseto. L’Ugl, presente all’incontro con Carlo Banti e Moreno Bellettini, ha inoltre analizzato assieme all’azienda i temi più attuali in materia produttiva ed ambientale.
Per il sito scarlinese non si è verificato nessun episodio fuori dalle specifiche ambientali e nessun incidente relativo alla sicurezza di processo. La produzione invece è stata più bassa per una marcia ridotta a due linee ed una fermata che ha causato una diminuzione delle spedizioni ed un aumento degli stoccaggi. Sulle questioni ambientali Tioxide è invece entrata più nello specifico lanciando l’allarme del fermo fabbrica in caso di mancate soluzioni definitive per la questione dei gessi rossi, situazione al vaglio della Regione: «Va trovata una soluzione compatibile definitiva – spiega l’Ugl – da parte nostra non possiamo che criticare in modo netto l’attuale gestione dei ripristini a Montioni, compromessi da smottamenti e sversamenti verificatisi nella nuova parte interessata a ricevere i gessi rossi che danno adito a scarsa sorveglianza ed attenzione nell’operare da parte dell’azienda e dell’appaltatore del ripristino». Il sindacato inoltre critica l’azienda sulla scarsa trasparenza relativa agli episodi di radioattività recentemente denunciati: «Attacchi mediatici simili sono inopportuni, però la poca informazione data al problema non favorisce una comunicazione esterna comune ma allarma ulteriormente lavoratori e cittadini».
Su emissioni e falda Tioxide conferma l’esistenza di progetti e investimenti corposi: nella zona attacchi non ci sono state ricadute sul territorio e le emissioni rilevate sono state comunicate tempestivamente ad Arpat, sono previsti 5 milioni di investimento per convogliare le fuoriuscite dai camini, comunque a norma, verso lo scrubber; per i dati fuori norma della falda l’azienda ha predisposto un progetto assieme ad altre aziende per la bonifica. «E’ importante ricevere informazioni tempestive per valutare consapevolmente le problematiche – conclude l’Ugl – siamo infine preoccupati per la fermata dei gessi bianchi e dalla difficoltà di renderli idonei alle linee produttive Fibram mentre speriamo sia possibile collocare il solfato ferroso prodotto come accennato dall’azienda. Adesso auspichiamo una veloce soluzione per l’organizzazione del lavoro e la stesura della piattaforma aziendale».
Michele Nannini
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