Il Tirreno

Grosseto

CALDANA

Tagliole per uccidere pettirossi, bracconiere nei guai

Le tagliole sequestrate e i pettirossi uccisi
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Le tagliole sequestrate e i pettirossi uccisi

L’uomo preso in flagrante dalle guardie della Lac, nel carniere aveva già una quarantina di pettirossi

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CALDANA. Aveva messo in giro diverse tagliole, nascoste tra le vigne o i cespugli. Le ricopriva con cura di foglie o con un velo di terra, così da renderle invisibili agli uccelli che per loro sfortuna stavano sorvolando quella zona. Accanto ad ognuna di queste trappole, poi, aveva lasciato delle molliche di pane, ottime esche per i pennuti, dato anche il freddo che ha fatto sparire buona parte del loro cibo. Insomma, una preparazione perfetta per un bracconiere: tant’è che alla fine la conta della caccia è ammontata a quarantuno pettirossi e due passere scopaiole.

Almeno questi sono gli uccelli che hanno trovato, già privi di vita, le guardie ambientali della Lac (Lega per l’abolizione della caccia) quando hanno pizzicato l’uomo con le mani nel sacco. E non fossero bastate le tagliole (illegali), dai controlli è venuto fuori che il bracconiere era sprovvisto anche della regolare licenza di caccia e che era proprietario di otto cani senza microchip.

L’uomo è stato colto sul fatto mentre si aggirava per i boschi gavorranesi. Anzi, per l’esattezza, le guardie della Lac lo hanno beccato proprio mentre cercava di estrarre un pettirosso dalla tagliola. Non sono intervenute subito: hanno atteso di capire le sue mosse e hanno visto che una volta recuperata la preda era pronto a riazionare la trappola. A quel punto lo hanno fermato e pian piano hanno rimesso insieme tutto il suo armamentario. Trentadue tagliole, che nella mattinata, grazie anche al freddo, sono riuscite a uccidere quarantatre uccelli. Tutto sequestrato dalla polizia provinciale fatta intervenire sul posto, che ha poi provveduto a denunciare il bracconiere per furto venatorio, uccellagione, cattura di animali protetti, uso di mezzi vietati, esercizio di caccia in periodo di divieto generale. Le guardie della Lac hanno poi contestato all’uomo altri 1.600 euro di sanzione per la detenzione non regolare di otto cani sprovvisti di microchip.

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