Sicurezza
Scontro con i vicini sul campo incolto a monte del cantiere
GROSSETO. Antonino Bilella aveva con la sua datrice di lavoro un «atteggiamento protettivo, come un padre con la figlia». Lo dice Giovanni Randazzo, amministratore unico della società immobiliare che,...
GROSSETO. Antonino Bilella aveva con la sua datrice di lavoro un «atteggiamento protettivo, come un padre con la figlia». Lo dice Giovanni Randazzo, amministratore unico della società immobiliare che, proprietaria della metà del comparto, stava completando la lottizzazione di Sant'Anna adiacente alla proprietà di Villa Adua. Aveva «un atteggiamento educato, non fuori le righe», nonostante che la Benetti avesse criticato l'agricoltore per il modo in cui era tenuto il campo quando era avvenuta l’alluvione dell’ottobre 2013 e quelli della lottizzazione, finita sotto un metro d’acqua, avevano protestato per la scarsa manutenzione dei campi a monte: «Secondo Bilella le erbacce e gli arbusti trattenevano il terreno, come un effetto Sarno, ma noi gli chiedevamo di tenerlo pulito». Il testimone aggiunge poi che Bilella non si rifiutava di fare i lavori. Che non ha mai sentito dire la Benetti che Bilella doveva essere tenuto fuori. E che invece la Benetti aveva detto che «di certe cose» Randazzo non doveva parlare con Aldo Scotto: «Non me l'aspettavo, mi sembrava strano», visto che era stato presentato come il compagno.
Quando ci furono i lavori per la costruzione della trincea protettiva della lottizzazione, il 4 novembre 2013 (che è anche il giorno della scomparsa di Francesca), Bilella era stato visto nel cantiere della lottizzazione, nel pomeriggio. «Venne in auto – dice Randazzo – Io ero là perché era stato dato un allerta meteo per i giorni successivi e avevo sollecitato l'esecuzione dei lavori». E a differenza di qualche giorno prima (quando Bilella aveva provocatoriamente chiesto se volevano «un prato all’inglese» e ci fu «una discussione animata, uno scontro») l’affittuario era stato «più propenso al dialogo. Mi disse 'non dobbiamo scontrarci', visto che siamo entrambi siciliani. Mi chiese quando avrebbero finito i lavori: io telefonai al titolare della ditta, che era sul mezzo di scavo, e passai il telefono a Bilella: ci parlò lui. Non so perché gli interessava l'orario, capii che doveva chiudere il cancello, doveva andare via». La telefonata, al tabulato recuperato dai carabinieri, è delle 15.54 e durò un minuto: «Subito dopo Bilella mi dette la mano, mi salutò e andò via in auto. Non l'ho più rivisto. E non ricordo se avevo visto o saputo quando i lavori erano stati terminati. Comunque finirono quel giorno». (p.s.)
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