Il Tirreno

Grosseto

SICUREZZA

Quando il vicino difende la nostra casa

Elisabetta Giorgi
Il gruppo di Controllo del vicinato che nasce tra Grosseto e Castiglione (foto Bf)
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Il gruppo di Controllo del vicinato che nasce tra Grosseto e Castiglione (foto Bf)

Cittadini sentinelle della legalità: in località Le Squadre, Chiocciolaa, Cernaia nasce il primo Gruppo di controllo del vicinato

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GROSSETO. «Ci rubano di tutto. Rubano nelle nostre case, rubano i nostri attrezzi e le nostre vite». In un’aperta zona di campagna al confine tra i comuni di Grosseto e Castiglione un gruppo di cittadini, stanchi e sconsolati per i troppi furti, si stanno organizzando con un “controllo del vicinato”.

Il Comitato dei promotori, zoccolo duro della nascente creatura, è composto da Giacomo Vecchio, Luigi Ciccone, Giorgio Pieri, Mario Barneschi e Lamberto Fioretti. Vivono tutti in località Squadre Basse, a Cernaia, Chiocciolaia, Squartapaglia e La Canova. «Io non sono stato derubato - dice Vecchio - ma qui in zona lo sono stati tutti gli altri».

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Nasce da qui l’idea di compattarsi: solo una delle tante declinazioni di un fenomeno che prende sempre più forma in Maremma dopo l’escalation di furti. I cittadini si coalizzano nelle forme più disparate, e se a Grosseto è da poco nato il Comitato dei derubati e sull’Amiata la reazione corre su Whatsapp, qui alla Chiocciolaia - zona già nota alle cronache per le strade dissestate che implorano aiuto - ecco loro, i Gruppi di controllo del vicinato altrimenti detti Cdv. Due sere fa una cinquantina di famiglie si sono riunite nella sala parrocchiale del Casotto dei Pescatori ufficializzando la proposta di costituirsi in Cdv. È partita una lettera al sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, al prefetto Anna Maria Manzone, al questore Massimo Zanni, al comando provinciale dei carabinieri e della Municipale. In particolare al sindaco si chiede un suggello: quello di «accogliere con favore il tutto» e fornire cartelli con scritto Cdv da apporre nelle varie strade in cui i volontari si troveranno a operare, proprio come avviene in altre parti d’Italia. Per esempio a Lucca. Intanto un altro gruppo di questo tipo starebbe nascendo sull’Amiata e si è messo in un contatto con questo.

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Come nasce. L’idea - spiega Giacomo Vecchio, 73 anni, ex direttore delle pose oggi in pensione - ha preso vita Oltreoceano dove ha funzionato bene estendendosi anche in Italia con risultati sorprendenti («una riduzione degli eventi criminosi fino al 70%»). Niente a che vedere con le ronde: il Controllo del Vicinato si fonda sulla sorveglianza visiva attuata dagli abitanti del loro territorio e sulla rilevazione e messa in rete di ciò che di sospetto avviene: grazie a una capillare quanto rapida catena telefonica i componenti si informano l’un l’altro e comunicano i dati raccolti alle forze di polizia, dato - quest’ultimo - dal quale non si può e deve prescindere.

Cosa fare. Alla fine non è niente di complicato: si tratta solo di guardarsi intorno e ascoltare ciò che succede intorno a noi: «chiedere gentilmente a qualcuno che gira guardandosi un po’ intorno: posso aiutarti? Annotare la targa di un veicolo sospetto, magari fermo con il motore acceso o che circola a bassa velocità e che è spento di fronte a una casa. Prestare più attenzione alla proprietà del vicino quando è assente, osservare cosa succede nei dintorni quando usciamo anche solo a stendere il bucato o a portar fuori il cane». Non che tale tipo di attenzioni non avvenga già da più parti: si tratta solo di strutturare il tutto nominando per ogni strada un “coordinatore” che sia in contatto con le forze dell’ordine. I cartelli posti nella zona dovrebbero amplificare il tutto e funzionare da deterrente.

Via libera. Il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, risponde di accogliere il tutto con favore. «Seguiamo queste situazioni con interesse. Il fatto che ci siano gruppi di cittadini che, senza fare ronde, sono collaborativi con le forze dell’ordine è più che positivo». Parere positivo è anche alla richiesta di cartelli. Via libera.

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