Il Tirreno

Grosseto

la proposta di ROSSI E ANGELINI (fdi)

Per la sicurezza dei quartieri non ronde ma volontari civici

di Enrico Pizzi
Per la sicurezza dei quartieri non ronde ma volontari civici

GROSSETO. L’onda di furti negli appartamenti e danni alle auto si fa sentire: ecco i volontari civici per la sicurezza del territorio e l’incolumità pubblica. La proposta è in una mozione d’indirizzo...

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GROSSETO. L’onda di furti negli appartamenti e danni alle auto si fa sentire: ecco i volontari civici per la sicurezza del territorio e l’incolumità pubblica. La proposta è in una mozione d’indirizzo depositata in municipio dagli esponenti di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi e Pier Francesco Angelini.

L’atto che andrà al vaglio del consiglio comunale è chiaro: situazione insostenibile. Chi di dovere deve dare la possibilità alla gente di mobilitarsi nel modo corretto. «Penso a gruppi di 5 persone, uno per ogni quartiere. Gente perbene, senza precedenti» spiega Rossi. Un presidio. Ma non chiamatele ronde. «Parliamo di volontariato, diurno e notturno – continua Rossi – senza alcun contributo economico. Un’azione limitata alle segnalazioni di possibili reati, autorizzata dal prefetto e fatta in stretta collaborazione con le forze dell’ordine». Anche perché la gente è esasperata e si sta già organizzando, “mozione o meno”. Istituzionalizzare un fenomeno, quindi, prima che sfugga di mano.

E, come dice ancora Rossi, anticipare drammi come quello del benzinaio vicentino Graziano Stacchio che ha sparato e ucciso un rapinatore. «Va tenuto conto che c’è chi sembra aver preso residenza a Grosseto solo per commettere reati».

Il riferimento è ai troppi casi illegali scoppiati tra le periferie (vedi i furti nelle abitazioni a Casalecci e le auto incendiate a Barbanella) e il centro storico (parcheggiatori fuori Mura, caos in via Don Minzoni, bivacchi da porta Corsica a piazza del Sale). Ecco quindi che si fa largo un misto tra paura e stanchezza. «Tanto che c’è chi non denuncia neppure più certi reati». È in questo contesto che arriva la proposta. «Non vogliamo bande armate – puntualizza Rossi – ma solo dare la possibilità a chi vuole di registrarsi in apposite liste, entro statuto e norme ben chiare e agire sotto l’egida del sindaco, autorità locale e ufficiale del governo in materia di sicurezza». Un atteggiamento populista? «Respingiamo queste accuse fin da subito» sbotta Angelini. «C’è ancora chi ha il coraggio di dire che a Grosseto siamo tranquilli? Credo ci sia un gran bisogno di certezza del diritto. Il tempo delle favole è finito». Intanto c’è l’approvazione del comitato Uniti per una Maremma migliore.

«Siamo più che favorevoli all’iniziativa. Vogliamo – spiega Marco Garbarino - che i cittadini collaborino di più tra loro e con le forze dell’ordine».

Ma attenzione: la gente dev’essere informata. «Anche da un punto di vista legale. E non deve intervenire in prima persona, ma segnalare a chi di dovere».

Maurizio Bernardini

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