Il dolore
Per la sicurezza dei quartieri non ronde ma volontari civici
GROSSETO. L’onda di furti negli appartamenti e danni alle auto si fa sentire: ecco i volontari civici per la sicurezza del territorio e l’incolumità pubblica. La proposta è in una mozione d’indirizzo...
GROSSETO. L’onda di furti negli appartamenti e danni alle auto si fa sentire: ecco i volontari civici per la sicurezza del territorio e l’incolumità pubblica. La proposta è in una mozione d’indirizzo depositata in municipio dagli esponenti di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi e Pier Francesco Angelini.
L’atto che andrà al vaglio del consiglio comunale è chiaro: situazione insostenibile. Chi di dovere deve dare la possibilità alla gente di mobilitarsi nel modo corretto. «Penso a gruppi di 5 persone, uno per ogni quartiere. Gente perbene, senza precedenti» spiega Rossi. Un presidio. Ma non chiamatele ronde. «Parliamo di volontariato, diurno e notturno – continua Rossi – senza alcun contributo economico. Un’azione limitata alle segnalazioni di possibili reati, autorizzata dal prefetto e fatta in stretta collaborazione con le forze dell’ordine». Anche perché la gente è esasperata e si sta già organizzando, “mozione o meno”. Istituzionalizzare un fenomeno, quindi, prima che sfugga di mano.
E, come dice ancora Rossi, anticipare drammi come quello del benzinaio vicentino Graziano Stacchio che ha sparato e ucciso un rapinatore. «Va tenuto conto che c’è chi sembra aver preso residenza a Grosseto solo per commettere reati».
Il riferimento è ai troppi casi illegali scoppiati tra le periferie (vedi i furti nelle abitazioni a Casalecci e le auto incendiate a Barbanella) e il centro storico (parcheggiatori fuori Mura, caos in via Don Minzoni, bivacchi da porta Corsica a piazza del Sale). Ecco quindi che si fa largo un misto tra paura e stanchezza. «Tanto che c’è chi non denuncia neppure più certi reati». È in questo contesto che arriva la proposta. «Non vogliamo bande armate – puntualizza Rossi – ma solo dare la possibilità a chi vuole di registrarsi in apposite liste, entro statuto e norme ben chiare e agire sotto l’egida del sindaco, autorità locale e ufficiale del governo in materia di sicurezza». Un atteggiamento populista? «Respingiamo queste accuse fin da subito» sbotta Angelini. «C’è ancora chi ha il coraggio di dire che a Grosseto siamo tranquilli? Credo ci sia un gran bisogno di certezza del diritto. Il tempo delle favole è finito». Intanto c’è l’approvazione del comitato Uniti per una Maremma migliore.
«Siamo più che favorevoli all’iniziativa. Vogliamo – spiega Marco Garbarino - che i cittadini collaborino di più tra loro e con le forze dell’ordine».
Ma attenzione: la gente dev’essere informata. «Anche da un punto di vista legale. E non deve intervenire in prima persona, ma segnalare a chi di dovere».
Maurizio Bernardini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
