Il dolore
Meno vaccinazioni, più rischi di malattie
I numeri parlano di un calo del 3 per cento. Dai medici un appello ai genitori destinato ai bambini
GROSSETO. Cala in maniera significativa, anche in provincia, il numero dei vaccini consigliati: quelli cioè non obbligatori, ma che la comunità scientifica internazionale raccomanda di fare ai bambini e, in alcuni casi, agli adulti.
Nel 2014, la percentuale è stata del 92%, con tre punti in meno rispetto al 2012. Un dato che ha indotto i sanitari della Asl 9, che si occupano di Igiene e sanità pubblica, a lanciare un appello ai cittadini affinché si rivolgano ai centri aziendali per far vaccinare i propri bambini contro malattie infettive come morbillo, varicella e rosolia. «L’obbligo di legge – spiegano i medici della Asl 9 – è di far vaccinare i neonati contro difterite, tetano, poliomelite e, da alcuni anni, anche contro l’epatite B. Sono invece non obbligatori, ma raccomandati dalla comunità scientifica, i vaccini per malattie infettive meno gravi, ma che possono produrre complicanze molto serie, come ad esempio il morbillo; o che possono produrre conseguenze dannose per il feto se contratte in gravidanza, come avviene per la rosolia. L’obiettivo principale dei programmi vaccinali contro la rosolia, ad esempio, è proprio la prevenzione dell’infezione in gravidanza e, di conseguenza, della rosolia congenita. La strategia della vaccinazione di tutti i bambini al secondo anno di vita si è dimostrata efficace, ma si stima che per eliminare la rosolia congenita a livello internazionale, la percentuale di donne in età fertile immune alla malattia dovrebbe essere superiore al 95 per cento».
Il discorso può essere esteso al morbillo. «Purtroppo – aggiungono i sanitari della Asl 9 – una cattiva informazione, i timori dei genitori verso i vaccini, alcune tesi, poi smentite dalla ricerca, sul collegamento tra la somministrazione del vaccino trivalente MPR e l’insorgenza dell’autismo, possono avere indotto un senso di sfiducia delle famiglie nei confronti dei vaccini. Eppure, per rimanere sullo stesso esempio, il morbillo provoca danni permanenti in 1 caso su 1000, la morte in 1 caso su 10 mila».
In calco anche la somministrazione dell’antinfluenzale: a partire dalla stagione 2013-2014, in provincia di Grosseto si è vaccinato circa il 60% della popolazione a rischio (l’obiettivo minimo secondo le raccomandazioni del ministero della Salute è del 75 %). Nella campagna vaccinale 2014-2015, si teme che il numero dei vaccinati sia anche più basso. In provincia, il numero delle persone colpite dall’influenza nel 2014-2015 è allineato al dato toscano, con un picco di circa 10 casi su 1.000 abitanti, la scorsa settimana, poi sceso intorno agli 8 su 1.000 abitanti. Per info: www.usl9.grosseto.it, dalla home cliccare su “Sapere dove e come”, poi “Come fare per” – “vaccinazioni” (http://www.usl9.grosseto.it/default.asp?idlingua=1&idContenuto=4543).
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