Il Tirreno

Grosseto

«Luzzetti ora non interessa più»

«Luzzetti ora non interessa più»

L’ex assessore alla cultura Matergi critica le scelte della giunta Bonifazi

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GROSSETO. Il sindaco Emilio Bonifazi per il momento tace. La piega che sta prendendo la vicenda che lo vede contrapposto, ormai personalmente, all'antiquario Gianfranco Luzzetti, lo ha convinto ad astenersi da commenti, almeno per ora.

Luzzetti ha dichiarato di non voler avere più nulla a che fare con lui e ha fatto appello ai grossetani perché si facciano sentire, se sono interessati davvero al suo progetto di lasciare alla città le sue opere d'arte.

Ma se Bonifazi tace, c'è chi, invece, ha deciso di intervenire. È Lucia Matergi, consigliere regionale del Pd e assessore alla cultura nella prima giunta Bonifazi, che riallacciò i rapporti con Luzzetti. Per Lucia Matergi l'amministrazione non sarebbe più interessata alle opere di Luzzetti né a un'idea di cultura un po' meno populista e da intrattenimento. «È stata una bella stagione per Grosseto – dice – quella delle mostre organizzate grazie alla dedizione di Gianfranco Luzzetti e di un’amministrazione comunale attenta alla crescita della propria comunità e per questo impegnata a tutto tondo, dalla ricerca di finanziamenti esterni che potessero integrare le risorse perennemente esigue per la cultura, alla disponibilità di uffici, spazi, competenze complesse e decisive per la riuscita del progetto».

Per Lucia Matergi, il merito delle mostre organizzate con la collaborazione di Luzzetti non è stato solo nelle mostre in sé, ma nel dare il via a un percorso di emancipazione della città. «Quelle mostre – dice – hanno innalzato la qualità culturale di Grosseto e non solo per l’oggettivo pregio delle opere esposte, ma per aver fatto passare l’idea che si devono trovare gli spazi per la cultura, e formare gli operatori, e creare momenti di riflessione comune, sollecitare giudizi e confronti».

Il rischio, per Grosseto, è di perdere non solo le opere di Luzzetti, ma di restare chiusa in se stessa. «Gianfranco – scrive ancora Lucia Matergi – non ha donato alla città solo due grandi e pregiate tele, ma le ha indicato la strada per uscire da un approccio generico all’arte, per entrare nel dibattito regionale e nazionale senza quei timori culturali così diffusi e così evidenti nell’auto elogio di cui sta tornando a nutrirsi la Maremma».

E poi, in conclusione, una stilettata all'attuale amministrazione: le opere di Luzzetti, evidentemente, non interessano più.

«Gianfranco – dice il consigliere Matergi – non ha cambiato idea, mai ha detto di voler donare in vita, sempre ha agito per dedicare alla città il suo tesoro. Che di fatto non interessa più, troppo chiari sono i segnali, primo tra tutti l’abbandono di qualsiasi ricerca di fondi europei che sono stati impegnati per altre priorità. Non per questa, troppo lontana da quel populismo di cui si nutre oggi un’idea di cultura come intrattenimento indifferenziato. Torneremo – conclude – al pino e al cinghiale: pazienza per Grosseto, che meriterebbe altro».

Enrico Pizzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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