Il dolore
Le ferite sospette sulle braccia sollevano polemiche
GROSSETO. Parla il dottor Rossano Santori, medico legale che visitò l'imputato in carcere l'11 novembre per incarico della Procura. Riferisce, aiutandosi con la consulenza a suo tempo redatta, sul...
GROSSETO. Parla il dottor Rossano Santori, medico legale che visitò l'imputato in carcere l'11 novembre per incarico della Procura. Riferisce, aiutandosi con la consulenza a suo tempo redatta, sul numero, la posizione, la lunghezza, la consistenza e l'epoca alla quale le lesioni potevano risalire. Ce n'erano di cicatrizzate su un avambraccio, come anche di più recenti (tre più o meno parallele, tra i 2 e i 3 centimetri), anche se non risalenti al giorno prima, sull'altro; c'era anche una lesione sul dorso della mano sinistra; un'altra a metà gamba. «Risalivano a 7-10 giorni prima». Poiché una ferita guarisce normalmente in una settimana, «è possibile dire che quelle lesioni risalivano al 4 novembre», dice il dottore rispondendo a una domanda diretta del pm Nassi. «Non c'erano ecchimosi». Secondo Santori, chi assume un antiaggregante come la cardioaspirina «non vede aumentare il tempo di guarigione». L'arrestato non specificò i farmaci che prendeva. per curarsi dalle patologie di cui soffriva. Il dottor Nassi chiede come mai ci siano differenze tra la sua relazione preliminare del 12 novembre (in cui scriveva che «ben difficilmente» quelle lesioni potevano essere riferibili agli effetti di un'azione difensiva di terzi) e quella definitiva del 18 novembre («non si esclude che possano essere riconducibili»): «Mi riferivo al fatto che in quel momento non potevo esserne certo. Di fare la precisazione mi fu chiesto dai procuratori» («excusatio non petita», commenta ad alta voce la difesa di Bilella a questo proposito). Ma a questo punto il confronto si scalda. L'avvocato Leporatti lo incalza sui giorni e la causa delle ferite, i sostituti si oppongono, il presidente richiama all'ordine. Sulla causa, lo specialista specifica che «non è possibile spiegarla», né riferirla con precisione ad azioni avvenute in campagna.
Delle patologie di Bilella parla anche il suo medico di famiglia, tra il 2012 e il 2013, il dottor Sergio Tognarini: «Un paziente vascolare». Gli ha mai prescritto anticoagulanti? chiede il pm Ferraro: «Antiaggreganti – precisa il dottore specificando le differenze – come la cardioaspirina». Al testimone vengono chiesti chiarimenti sugli effetti dei farmaci che Bilella prendeva sulla coagulazione del sangue o emorragie: effetti evidenti solo in caso di abusi.(p.s.)
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