Sicurezza
Chiese alla barista il numero di telefono
«Bilella mi aveva detto che abitava a Villa Adua e mi aveva fatto capire che era sua. Questa cosa mi colpì». Questa la conversazione riferita da Sandra Menicagli che fino al settembre 2013 aveva...
«Bilella mi aveva detto che abitava a Villa Adua e mi aveva fatto capire che era sua. Questa cosa mi colpì». Questa la conversazione riferita da Sandra Menicagli che fino al settembre 2013 aveva lavorato come barista al Vecchia Aurelia a Scarlino Scalo, e poi al bar di Potassa. Bilella era un cliente come altri, con cui aveva parlato di giardinaggio e anche del fatto che lei conosceva quella villa perché i suoi genitori la volevano comprare tempo addietro. «Regali? Mi aveva portato delle verdure, delle piante grasse. Si parlò anche di una pianta di limone che era ghiacciata». E' vero che, trovata nel nuovo bar, la rimproverò per non aver detto che aveva cambiato lavoro? «Sì, ma non la presi male. Ho pensato a un rapporto affettivo, che faceva piacere. Non a tutti i clienti avevo detto che cambiavo lavoro». Le chiese il numero di telefono? «Sì, ma io non do il mio numero ai clienti. Lo ha fatto perché è un uomo e perché gli uomini ci provano; l'hanno fatto in tanti. Non ho mai pensato che volesse qualcosa. Sono abituata a lavorare e basta». Chiamati a testimoniare anche il geometra Stefano Borgianni che seguiva le opere di urbanizzazione della lottizzazione adiacente a Villa Adua («quell’acquazzone fu un evento eccezionale, una bomba d’acqua»), Gianni Alfonso («Bilella lo conoscevo da 15 anni, lo misi in contatto con la Benetti mia confinante e lui trovò l’accordo per l’affitto della proprietà. Ogni tanto veniva e mi raccontava che doveva prendere delle pecore. Mi faceva perdere tempo») e Stefano Rusci (Impresa Verde, aveva seguito il contratto di affitto tra Bilella e Benetti). (p.s.)
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