Il Tirreno

Grosseto

SOS CRIMINALITA'

Aziende tartassate dai ladri, arriva il "grande fratello"

Elisabetta Giorgi
La sede della prefettura di Grosseto
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La sede della prefettura di Grosseto

In centinaia si stanno dotando di telecamere che saranno direttamente collegate con le sale operative di polizia e carabinieri

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GROSSETO. Appartamenti tartassati dai furti, sì, ma non solo. Stessa sorte tocca a negozi, aziende e cantieri. Mentre il Comitato dei derubati prende sempre più forma per contrastare l’impennata di colpi nelle case, anche i negozianti, gli imprenditori e i titolari di attività artigianali, piegati dalla delinquenza, corrono ai ripari con una capillare videosorveglianza che li collegherà presto - e direttamente - con le centrali operative di carabinieri e polizia. Una sorta di grande fratello diffuso tra centinaia di imprese commerciali e artigianali maremmane, che si stanno dotando di telecamere presto allacciate con le forze dell’ordine.
Un grosso progetto che prende sempre più forma nelle ultime settimane da un punto di vista progettuale e tecnologico e che vede convergere Prefettura, Questura, carabinieri, associazioni di categoria, Camera di Commercio e la miriade di imprese che hanno deciso di sfruttare le opportunità offerte dal protocollo antirapina e videosorveglianza (nato a livello nazionale nel 2003) per mettersi in sicurezza. Se la Prefettura di Grosseto ha declinato e sta portando avanti l’input a livello locale, le associazioni di categoria l’hanno veicolato con i propri iscritti per offrire a loro la maggiore protezione possibile, e alle forze dell’ordine la possibilità di prevenire i reati intervenendo in tempo reale con un potente collegamento diretto con le sale operative dove si stanno mettendo a punto progetti di installazione di linee, programmi e software. Sono in corso incontri con i rappresentanti delle imprese; risale ad alcuni giorni fa una riunione con il prefetto, Anna Maria Manzone. Intanto Cna e Confartigianato hanno preparato una lista di “installatori” di telecamere: tecnici formati a puntino per installare gli impianti a chi ne faccia richiesta.

Renzo Alessandri (direttore di Cna e Rete Imprese) parte da un presupposto: «il clima di massima incertezza che accomuna famiglie e imprese. Negli ultimi giorni abbiamo assistere a una serie di furti negli appartamenti ma non dimentichiamoci quelli nelle aziende, in particolare di caldaie e rame. Sono frequenti pure i casi di ladri che salgono sulle gru e rubano le cassette degli attrezzi, segno di un crimine specializzato che non dà tregua alle attività artigianali». Detto ciò «stiamo lavorando in maniera convinta con Questura e Prefettura su questo protocollo che permetterà alle imprese di correre ai ripari con una videosorveglianza collegata direttamene con le centrali operative». La Cna ha individuato 27 installatori (l’elenco è sul sito) che hanno frequentato un corso di formazione ad hoc e si sono resi disponibili per dare informazioni e montare gli impianti. «L’originalità del tutto - spiega Alessandri - sta nel fatto di farci uscire dall’idea della spontaneità e del “chi vuole si arrangi” per fondare un sistema strutturato».

Anche Mauro Ciani parte dalla stessa premessa («aumento esponenziale di furti specie nel settore della cantieristica navale, in particolare rimessaggi e motori marini») per spiegare di aver messo a disposizione anche lui «una quindicina di installatori formati a questo scopo. Ci siamo dati da fare per diffondere con le nostre imprese i dettagli e gli scopi del progetto, che siamo convinti possa costituire un deterrente fondamentale per contenere le azioni malavitose».

Gloria Faragli (Confesercenti): «Non abbiamo ancora le condizioni per una piena operatività - dice - Fervono i lavori da un punto di vista tecnico, tecnologico, ma questo percorso lungo e complesso potrà, si spera, dare una boccata d’ossigeno al nostro territorio» che sconta gli effetti della crisi e della delinquenza.
 

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