Sicurezza
Un comitato con oltre mille iscritti per chiedere più controlli
GROSSETO. I derubati di Casalecci sono stati moltissimi, negli ultimi mesi. Le loro case sono state prese d’assalto quasi ogni giorno. Certe volte anche più di una volta al giorno. Tanto che loro,...
GROSSETO. I derubati di Casalecci sono stati moltissimi, negli ultimi mesi. Le loro case sono state prese d’assalto quasi ogni giorno. Certe volte anche più di una volta al giorno. Tanto che loro, quelli che abitano nel quartiere a pochi chilometri dalla città, sulla via che porta a Istia d’Ombrone, hanno deciso di unire le forze e darsi da fare. Fondando un comitato che ha già incontrato, nelle settimane scorse, i vertici delle forze dell’ordine e il Prefetto per decidere insieme il da farsi. Sono più di 800 gli iscritti, mentre su Facebook le adesioni hanno abbondantemente superato quota 1.100. E continuano anche a crescere. Il suo nome è “Uniti per una Maremma migliore” e i componenti sono diventati così tanti che le forze dell’ordine non possono più ignorarli. E così, da gruppo di rivolta, il Comitato è diventato “amico” degli investigatori in un rapporto simbiotico che si consolida ogni giorno che passa. Basta osservarne la genesi.
All’inizio regnavano choc e stupore, rabbia e frustrazione. «Eravamo stanchi dei furti - ha raccontato qualche giorno fa Fausto Turbanti, presidente del Comitato che per primo ne ha lanciato l’idea dopo due colpi di fila nelle case di genitori e zii - Ci sentivamo abbandonati e soli a combattere un’entità più forte di noi. Sentivamo di non essere più sicuri nelle nostre case e anche le forze dell’ordine sembravano non arginare il problema».
Sabato 14 febbraio l'ennesimo episodio (stavolta un tentato furto) a Casalecci.
Il Comitato si è anche dato uno statuto: è apolitico, concetto ribadito ovunque («nessuno di noi ha intenzione di scendere in politica o fondare liste civiche...»), stampa moduli per le adesioni e li distribuisce in circa 40 punti della provincia, bar, ristoranti, edicole. Sforna idee per un futuro migliore, organizza incontri con i cittadini e punta a raggiungere cifre vertiginose pescando non solo sull’enorme bacino dei derubati, ma anche di tutti coloro che hanno a cuore la sicurezza pubblica.
All’inizio le forze dell’ordine hanno osservato il gruppo un po’ a distanza tradendo una latente irritazione per l’immagine di scarsa sicurezza che aleggiava in città e avrebbe potuto intaccare la loro credibilità pubblica; ma nelle ultime settimane è avvenuto qualcosa di inedito.
Il prefetto ha ricevuto il Comitato, ascoltato i suoi suggerimenti e disposto ovunque un’immediata intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine. Controlli che hanno dato i loro frutti: esempio ne è l’arresto di due notti fa.
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